Alberobello. Passione Vivente, tutto pronto per la 41ma edizione

E’ tutto pronto ad Alberobello per la 41ma edizione della Passione Vivente, organizzata dall’associazione culturale «Da Betlemme a Gerusalemme» della Parrocchia di Sant’Antonio con il patrocinio del Comune.

 

L’evento si terrà il 30 aprile, venerdì santo, in piazzale Biagio Miraglia, alle ore 21.00. L’ingresso è libero e gratuito. In caso di pioggia la manifestazione sarà spostata a sabato 1 aprile. Più di 100 figuranti si muoveranno su un palcoscenico naturale di pietra e di ulivi prima, e poi lungo le strade del centro storico della Capitale dei trulli e ridaranno voce alle parole dei Vangeli: pietre vive lanciate oltre lo spazio e il tempo dell’umanità. «E’ qui che il ricordo dei piedi lavati durante l’ultima cena di Gesù con i suoi diventa acqua, mani, sguardi, respiro, cuori di carne – dicono dall’associazione – è qui che il Getsemani diventa ancora buio, angoscia, lacrime di sangue, preghiera, abbandono, tradimento; è qui che il Cristo, il Creatore, si sottopone al giudizio dell’uomo, la Creatura, e accoglie lo scandalo della croce. Come si può arrivare ad amare così? Il tentativo è proprio quello di dire l’indicibile: quanto perdutamente Dio ci abbia amati». Riflettere sulla passione di Gesù per comprendere il proprio cammino e trovarvi senso: «Questa è la ragione per cui i giovani della comunità di Sant’Antonio ad Alberobello da 41 anni puntano sulla rappresentazione della Passione Vivente. Pare che offra luce. A loro innanzi tutto. E poi a chi viene da anni, ogni Venerdì Santo, non ad assistere ad uno spettacolo, ma a cercare luce, appunto». «La Passione Vivente è l’evento clou della Pasqua alberobellese – dice l’assessore al Turismo, Antonella Ivone -. Un evento che è frutto dell’impegno e del grande lavoro dei giovani dell’associazione «Da Betlemme a Gerusalemme» e della parrocchia di Sant’Antonio. Anche quest’anno la manifestazione farà vivere alla nostra Comunità e ai tanti turisti che visiteranno i nostri trulli per la Pasqua il senso profondo di questa festività».

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