Uniti nelle tradizioni. A Pomarico(MT) la seconda edizione de “La canzone di Zeza”.

Da quando le maschere antropologiche della tradizione lucana, sono rimbalzate agli occhi dell’attenzione nazionale e internazionale, altri pesi della Basilicata hanno cercato di rispolverare vecchi costumi dimenticati nel tempo, e costruire, forse, una caratterizzazione per il proprio piccolo borgo. Di tante nuove e vecchie maschere, è la “Canzone di Zeza” la più straordinaria riscoperta degli ultimi anni, dopo un lungo e intenso lavoro della Proloco di Pomarico. Questa farsa napoletana vede come protagonisti Pulcinella, nelle vesti di un padre geloso, Zeza diminutivo di Lucrezia (moglie di Pulcinella), Vincenzella (figlia di Pulcinella e Zeza) e Don Nicola aiutante studente innamorato di Vincenzella. Attorno a questi protagonisti si sviluppa un allegro laccio d’amore che diverte il pubblico che si abbandona a grosse e grasse risate. Dopo il successo dello scorso anno, la Proloco “E.Mattei” ha voluto spingersi oltre e portare la Canzone di Zeza in tutti i quartieri della cittadina grazie al ponte creato con La “Zeza di Capriglia Irpina”,un gruppo di circa 50 figuranti provenienti dalla provincia di Avellino che hanno fatto ballare i residenti a ritmo di quadriglia. All’interno del Palazzo Marchesale “Donna Perna, il gran finale, il 28 Gennaio, con la rappresentazione di entrambe le versioni della “Zeza”, quella lucana e quella Campana, con l’aiuto musicale del gruppo folk “Tuppettupp” e la scuola di musica “Antonio Vivaldi”.Il luogo di nascita di questa farsa carnevalesca, che ancora oggi affascina tanti spettatori, è naturalmente Napoli, ma Pomarico, sta pian piano facendo affezionare le nuove generazioni a questa frizzante tradizione, grazie alla Proloco locale, realizzando un progetto, non per darsi un tono, ma avendo a cuore il bene della comunità.

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