Al Museo Ridola di Matera la mostra “Marte”, tra fantascienza e missioni

Sarà possibile visitarla fino al 14 gennaio

L’annuncio fatto nel 1938 dai microfoni di Cbs Radio dal regista Orson Welles sull’invasione dei marziani, “la prima fake-news dell’era moderna”, le canzoni di David Bowie sul Pianeta rosso, copie della sonda Trace Gas Orbiter e del veicolo di ricerca Rover Curiosity del programma spaziale Exo Mars Tgo, pannelli e video delle missioni che dal 2016 al 2020 vedranno coinvolte l’Agenzia spaziale italiana nelle missioni su Marte.

Sono alcune delle tappe della mostra “Marte. Incontri ravvicinati con il Pianeta rosso” che sarà inaugurata in serata a Matera presso il Museo archeologico nazionale “Domenico Ridola”.

La mostra, promossa dall’Agenzia spaziale italiana, è giunta nella Città dei Sassi dopo la esposizione a Roma presso il museo delle Terme di Diocleziano, grazie alla collaborazione con il Polo Museale della Basilicata e la Fondazione “Matera-Basilicata 2019”: la si potrà visitare fino al 14 gennaio 2018.

Nel percorso espositivo la mostra, curata da Viviana Pacciana con il coordinamento di Francesco Rea, racconta l’esplorazione di Marte e l’importante contributo italiano a un’avventura che ha appassionato scienziati, scrittori e registi.

Si parte dalla figura mitologica del dio Marte per passare alle prime osservazioni dei canali del pianeta fatte dallo scienziato Giovanni Schiapparelli. Una sezione importante, accanto alla produzione letteraria di fantascienza e cinematografica, è data dalle immagini storiche e dai filmati prodotti dalle sonde Viking, Mars Express, dai rover Curiosity e Opportunity a Mars Reconassance Orbiter fino alle ipotesi di colonizzazione in ambienti ipogei proprio come la vita nei rioni Sassi di Matera. 

I direttori del Polo Museale di Basilicata, Marta Ragozzino, e della Fondazione “Matera-Basilicata 2019”, Paolo Verri, hanno rimarcato il ruolo che la cultura scientifica può avere per accrescere le competenze del territorio. Allo scopo hanno fatto riferimento alla presenza di un sito di eccellenza come il Centro di geodesia spaziale “Giuseppe Colombo”, e a quanto previsto in questo settore nel dossier di candidatura per la Capitale europea della Cultura per il 2019.

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