Matera, il Ministro Franceschini inaugura la Scuola di Restauro

Matera. “Parliamo di un’eccellenza internazionale perchè l’Istituto centrale del restauro è conosciuto in tutto il mondo per la qualità della formazione, quindi avere una sede a Matera mi pare il mondo migliore per avvicinarci al 2019″. Così il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, nella Città dei Sassi per l’inaugurazione della Scuola di restauro, intitolata a Michele D’Elia, ispiratore del progetto e direttore dell’Istituto negli anni 1988-1991 . Secondo il Ministro, la Scuola è ” un’eccellenza che richiamerà persone dall’Italia e da tutto il mondo. E’ importante per Matera e per l’Italia”. “Io – ha aggiunto il Ministro – vorrei che ci fosse un po’ più di ottimismo perchè, come avvenuto anche prima di Expo, si diceva che l’Italia non ce l’avrebbe mai fatta e che non si sarebbero terminati i lavori: si è parlato due anni di tutto questo. Expo è stata un’esperienza straordinaria, un grande risultato. L’Italia gli appuntamenti internazionali li rispetta sempre e sarà così anche questa volta”.

Una giornata storica con il sindaco Raffaello De Ruggieri, che – commosso – ha illustrato “l’iter di realizzazione del progetto a coronamento di un sogno cullato per tanto tempo”.
Dal primo cittadino la sollecitazione all’esponente di Governo affinchè sia data al Comune attenzione e possibilità di rafforzare la propria struttura per garantire operatività ed esecutività dei progetti, sbrogliando i grovigli burocratici .

Il Ministro Franceschini ha aggiunto che “sono state stanziate risorse importanti a vario titolo e sono circa 150 milioni di euro tra opere pubbliche e risorse per eventi per la Capitale europea. Stiamo lavorando con Comune e Regione”. Rispondendo alle domande dei giornalisti sul monitoraggio da parte del Governo sui lavori per Matera 2019, il Ministro ha sottolineato che “c’è un tavolo a Palazzo Chigi coordinato dal Ministro De Vincenti e che sta raccordando i diversi Ministeri perchè non c’ solo il Mibact ma anche altri Ministeri”

La Scuola di Alta Formazione di Matera, “che ha aperto i battenti – è spiegato in un comunicato del Mibact – il 1 dicembre 2015, ha festeggiato l’inaugurazione con l’apertura della mostra RestaurAnno Primo, che illustra i risultati dell’attività didattica degli allievi del primo anno di corso. La Scuola ha sempre rappresentato un percorso d’eccellenza per chi vuole svolgere la professione di restauratore, riconosciuta dal 2011 con una Laurea Magistrale abilitante”. Sono due le sedi della Scuola, quella esistente a Roma dal 1942 e quella di Matera, “fortemente voluta da Michele D’Elia, direttore dell’Istituto negli anni 1988-1991, a cui stata intitolata”. La Scuola di Alta Formazione di Matera, “in piena continuità con le esperienze svolte in 70 anni nella storica sede di Roma, ha attivato due percorsi formativi professionalizzanti, il primo dedicato alle superfici decorate dell’architettura e il secondo ai dipinti. Il percorso formativo si conclude dopo cinque anni con un esame abilitante all’esercizio della professione di Restauratore di Beni Culturali e il conseguimento del Diploma equipollente alla Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali”.

Intervento del Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella

“Con questo presidio culturale aggiungiamo un altro fondamentale tassello lungo il cammino verso il 2019. Confermo sentimento di grande vicinanza e fiducia nei confronti di Aurelia Sole e di Paolo Verri per il lavoro che stanno svolgendo”

“Rivolgo un sentimento di stima e apprezzamento verso l’operato del ministro della Cultura Dario Franceschini a cui consegno la consapevolezza del ruolo che la Basilicata, che merita attenzioni, svolge per il Paese, l’Europa e il mondo”.

Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, intervenendo questa mattina a Matera al taglio del nastro della Scuola di alta formazione dell’istituto superiore per la conservazione ed il restauro. Si tratta di un percorso di eccellenza per chi vuole svolgere la professione di restauratore. La scuola, promossa dal Mibact, dalla Regione Basilicata e dal Comune di Matera, é attiva nella Città dei Sassi dal 2015, ed é l’unica sede distaccata in Italia della storica Scuola di Roma.

“La cultura – ha aggiunto Pittella – va intesa come paradigma per costruire lo sviluppo. In un tempo difficile, seppur con fatica seguiamo lo stesso solco del governo Renzi prima e Gentiloni poi, la cui continuità é rappresentata dal ministro. Abbiamo la consapevolezza di dover vincere questa sfida. Bisogna superare la competizione globale. Siamo qui per inaugurare questo momento di realizzazione concreta. Abbiamo superato tutti gli ostacoli che si frapponevano e alla fine abbiamo avuto ragione. Consegno inoltre – ha continuato il governatore – un sentimento di vicinanza e di grande fiducia nei confronti della Fondazione Matera 2019, rappresentata dal presidente Aurelia Sole e dal direttore Paolo Verri, per il lavoro che sta facendo e per quello che si prepara a fare per arrivare pronti al 2019”.
Pittella ha inoltre sottolineato con orgoglio che “da Matera é partita la sfida per lanciare la Basilicata nel mondo. Non é un tempo in cui servono litigi – ha ammonito – questo é il tempo dell’unità. Oggi abbiamo il dovere di volare alto, non é il tempo di prove muscolari. C’è molto altro da fare. Con le risorse rivenienti dal Patto per il Sud proveremo prossimamente con il ministro De Vincenti ad accelerare la realizzazione delle opere previste. La Regione é pronta a fare la propria parte. I progetti più complessi non possono essere a regime comunale e regionale. Serve costruire per Matera un’esperienza come quella dell’Expo di Milano dove il governo nazionale ha svolto una importante funzione di coordinamento”. Infine, Pittella si è soffermato sul ricco patrimonio di chiese rupestri presente nel perimetro del Parco della Murgia materana. “Gran parte di questo patrimonio appartiene a privati. Credo che tutti dobbiamo fare in modo di recuperare le oltre 150 chiese rupestri, anche con i Fondi di sviluppo e coesione, e collegarle ai Sassi di Matera per offrire all’umanità beni di straordinario valore. Il governo nazionale deve fare da traino e la Regione saprà fare la propria parte”.

Intervento del sindaco Raffaele De Ruggieri

“La sua presenza a Matera rinsalda il rapporto fra questa città e il ministero per i Beni culturali”. Così il sindaco ha esordito salutando il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini in occasione dell’inaugurazione della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro nella sede di Santa Lucia Nova.
In un lungo racconto che ha ripercorso le tappe più importanti che hanno condotto alla definizione del progetto di realizzare questa importante struttura, unica nel Mezzogiorno d’Italia, il sindaco ha poi descritto le fasi che hanno portato all’incontro fra il compianto prof. Michele D’Elia, a cui la Scuola è stata intitolata, Caterina Bon Valsassina e l’attuale sindaco, con l’avvocato Emilio Nicola Buccico, all’epoca alla guida della città, e alla decisione di dotare questa città della Scuola di Alta Formazione.
Quello della città di Matera, ha poi sottolineato il sindaco De Ruggieri, è stato un cammino che l’ha condotta dalla miseria del passato alla consapevolezza della propria autostima, al recupero dei propri valori forti fino a divenire luogo in grado di produrre sempre nuova storia.
Nel suo intervento, inoltre, il sindaco ha ricordato la grande sfida che attende la città e alla quale forze politiche e civiche stanno lavorando. Ringraziando chi ha lavorato, nel corso degli anni, affinchè tutto ciò accadesse e evidenziando il valore civico dell’impegno di Michele D’Elia, il sindaco ha infine ricordato la preponderante valenza di una realtà come quella della Scuola di Alta Formazione all’interno di una struttura come quella dell’ex Convento di Santa Lucia Nova, di proprietà del Comune, ma in comodato d’uso al Ministero per i Beni culturali. Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella ha agigunto: “Siamo consapevoli del ruolo che Matera sta svolgendo e abbiamo compreso quanto sia importante costruire questa sfida, attraendo valore aggiunto”. E’ seguito l’intervento di Gisella Capponi, direttrice della Scuola che ne ha descritto non solo le peculiarità ma anche le potenzialità, alla luce di una straordinaria attività che viene svolta dagli allievi e che li impegna in attività legate alla ricerca tecnica e scientifica applicata al restauro e alla conservazione, la realizzazione di restauri di particolare complessità e la formazione dei restauratori. “L’Italia è conosciuta come un Paese dallo straordinario patrimonio culturale – ha esordito il ministro Franceschini – e questa inaugurazione oggi rappresenta il percorso più logico, una giornata importante per tutto il Paese, in un itinerario di riscatto che riguarda Matera. Per questo la vittoria della città a Capitale europea della Cultura è una sfida che riguarda tutta l’Italia e non solo questa città e la Basilicata”. Il ministro ha poi ricordato quanto i dati indichino che il sud Italia è visitato solo dal 15% dei turisti, nonostante le cifre registrino aumenti considerevoli nelle presenze in Italia. “Il Governo è impegnato a vario titolo – ha confermato inoltre, annunciando – i 150 milioni a disposizione non bastano. Lavoreremo ancora in questo senso”.

Nota dell’onorevole Cosimo Latronico

“Abbiamo contribuito con l’allora ministro Sandro Bondi all’istituzione della scuola nazionale di restauro a Matera nella gara con Lecce. Con l’allora candidato sindaco Saverio Acito nel corso di una campagna elettorale per le amministrative impegnammo pubblicamente l’allora ministro Raffaele Fitto con la firma di un patto per la designazione di Matera. Oggi si raggiunge questo significativo traguardo, a cui naturalmente hanno contribuito tanti altri, a partire dall’attuale sindaco Raffaello De Ruggieri per la sua storica sensibilità sui progetti di valorizzazione culturale della città di Matera”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Direzione Italia) oggi a Matera in occasione dell’inaugurazione della Scuola di restauro. “Anche la scuola nazionale di restauro è un altro prestigioso tassello che arricchisce il mosaico dei punti di forza della città di Matera come capitale europea della cultura per il 2019. Il ministro Dario Franceschini si renderà conto ancora una volta della forza di questa città e della sua potenzialità ancora da dispiegare con strumenti e risorse adeguate perché l’evento della capitale europea non sia una celebrazione transitoria , ma un passaggio definitivo verso lo sviluppo”.

Nota del vicepresidente del Consiglio Regionale Paolo Castellucio
L’inaugurazione della Scuola di alta formazione dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro non è solo un nuovo tassello del “mosaico Matera 2019” ma anche un ulteriore tassello per l’istituzione del Parco Magna Grecia. A sostenerlo è il vice presidente del Consiglio Regionale Paolo Castelluccio aggiungendo che il patrimonio archeologico della Magna Grecia ha bisogno di figure professionali che ne garantiscano la tutela e la fruizione. Si tratta di figure altamente specializzate, che affronteranno la materia con competenze multidisciplinari. Dunque non solo restauratori, ma anche chimici, fisici, diagnostici, biologi, storici dell’arte, archeologi che possono garantire nuova occupazione e cominciare a bloccare l’emorragia della fuga di giovani laureati lucani. Una struttura unica al Sud che quindi deve guardare al patrimonio culturale, artistico di Puglia, Calabria, Campania, Sicilia e dell’intero mediterraneo, rafforzandosi in dotazione di personale e ampliando l’attività e il numero di corsi e allievi.
Nel sottolineare che il progetto Parco Magna Grecia si coniuga perfettamente con il programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, Castelluccio evidenzia che le testimonianze archeologiche, unitamente alle presenze architettoniche degli altri centri del distretto di Metaponto, del litorale jonico e delle infrastrutture turistiche sono elementi da inserire e collegare in un progetto complessivo di valorizzazione e offerta di tutto il territorio della provincia di Matera. E’ anche questo – continua Castelluccio – un modo per sostenere l’idea dei sindaci del Metapontino da allargare a quelli del Cosentino e del Tarantino di creare un brand che possa rappresentare l’intera area e diventare funzionale a strategie di marketing intorno ai due beni del territorio: il turismo e l’agricoltura, con i suoi prodotti di qualità”.
Il futuro di Matera non potrà avere una dimensione realmente europea ed internazionale se non coinvolgerà l’intera regione, valorizzando territori e potenzialità e, soprattutto, se non includerà in maniera organica l’area della Magna Grecia, culla della civiltà europea”.

Una sollecitazione al Ministro Franceschini affinchè, a proposito di risorse, si prosegua nel percorso avviato e finalizzato ad una migliore gestione delle risorse del PON cultura, anche in connessione con i POR territoriali delle regioni del Sud, anche al fine di poter realizzare azioni integrate per un nuovo percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del Mezzogiorno, nell’ambito di politiche di sviluppo socio-economico in grado di coniugare ricchezza, occupazione, benessere sociale, qualità della vita, educazione, senso di appartenenza, cittadinanza attiva e partecipazione dei cittadini”.

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