Matera 2019, nasce il quadrilatero museale insieme Aliano, Moliterno, Montemurro e Castronuovo

L’unione fa la forza, soprattutto se si è piccoli ma vivissimi e agguerriti: in vista della grande opportunità di Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019, hanno scelto di mettersi in gioco insieme quattro piccoli comuni lucani, Aliano (Mt), Castronuovo Sant’Andrea (Pz), Moliterno (Pz) e Montemurro (Pz), creando il Sistema dei Musei e dei Beni Culturali ACAMM (dal nome dei paesi coinvolti) per promuovere in sinergia il patrimonio culturale, storico, artistico e paesaggistico del territorio pur nel rispetto della propria specificità.

Grazie al coordinamento di questo nuovo ‘quadrilatero’ museale, presentato oggi a Roma all’Accademia Nazionale di San Luca, è già pronto un programma per tutto il 2017.

Dalle mostre su Carlo Levi, Mimmo Paladino, Pericle Fazzini e Sol Lewitt all’Omaggio a Fernanda Pivano, dal Festival La Luna e i calanchi al concerto per Rino Gaetano, e poi gli eventi Famiglie al Museo e la Notte internazionale dei Musei, letture, presentazioni di libri, incontri e lectio magistralis, fino alle feste più popolari come quella degli Innamorati e il Natale della tradizione lucana: i quattro paesi – Aliano con la Pinacoteca, il Parco Letterario Carlo Levi e il Museo Paul Russotto; Castronuovo Sant’Andrea con la biblioteca Alessandro Appella, il Museo della Grafica, quello del Presepe Vanni Scheiwiller, e quelli Atelier intitolati a Guido Strazza e Kengiro Azuma; Moliterno con i Musei Aiello e Montemurro con la Fondazione Leonardo Sinisgalli e la Casa delle Muse – useranno tutte le frecce al proprio arco per ospitare gli eventi in un calendario che punta su conservazione e memoria del passato, ma anche arte contemporanea, scienza e laboratori per proiettarsi al futuro. Del resto, sebbene insieme non raggiungano gli 8000 abitanti (ma sono situati su un’area in cui vivono oltre 100 mila persone fra le 24 comunità del versante lucano del Pollino e le 29 dell’Appennino lucano), i comuni faranno rete mettendo al centro la cultura, perché con i loro ‘contenitori culturali’ condensano il 70% del patrimonio della Basilicata.

Tuttavia è ferma la convinzione di creare buone pratiche che superino i campanilismi, nell’ambizione di poter coinvolgere tutti i 130 comuni della regione e lavorare anche con Miur e Mibact.

Con Acamm dunque l’idea è quella di non perdere il ‘treno’ offerto dalla designazione di Matera, cercando di puntare di certo sul dialogo tra comuni e istituzioni culturali pubbliche e private, ma soprattutto di proiettarsi sul lungo periodo sciogliendo il nodo della professionalità. Una professionalità che deve esprimersi nella gestione dei musei, nel marketing e nella didattica, proprio in vista della necessaria creazione del ‘pubblico di domani’, cercando di intercettarne gusti e bisogni. (ANSA).

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