Il solstizio d’inverno a Petre de La Mola e su Murgia Timone

Foto Francesco Foschino

Foto Francesco Foschino

Matera. Aspettando il solstizio d’inverno, il 21 dicembre: una data attesa già tremila anni fa. Anche la Basilicata ha il suo Stonehenge, Petre de la Mola , non distante dal Monte Croccia .  I calendari in pietra italiani risalgono quasi tutti alla Tarda Età del Bronzo e sono stati costruiti con la stessa tecnica dei complessi megalitici in Gran Bretagna “che consiste nell’osservare la posizione del sole nel giorno più corto o più lungo dell’anno e creare dei ‘punti di mira’”.  Fra gli ultimi scoperti c’è proprio ‘Petre de la Mola’   nel cuore del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane; uno dei siti archeologici tra i più importati a livello europeo. Il complesso è un affioramento naturale di roccia calcarea che è stata modificata “sovrapponendo una lastra ad una spaccatura naturale della roccia per creare una galleria che permette di osservare il Sole al tramonto del solstizio d’inverno. Mercoledì 21 dicembre, al tramonto, sarà possibile osservare l’ultimo raggio di sole che penetra nella fenditura del megalite da secoli, con visita guidata, tè e cioccolata calda offerti ai partecipanti e musiche natalizie. Un evento organizzato dal comune di Oliveto Lucano e la Pro Loco “Olea”   in collaborazione col Gruppo Archeologico Lucano che alla vigilia di questo importante appuntamento, hanno promosso a Matera il convegno  sulla valenza archeoastronomica del complesso con la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti istituzionali.

A mezzogiorno, invece, sarà possibile ammirare il fenomeno nell’ipogeo a doppio cerchio su Murgia Timone, nel Parco della Chiese Rupestri di Matera.

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