Festival Duni Matera. Nelle stanze di Ezio Bosso

Still0821_00001Con “Following a Bird” Ezio Bosso introduce il suo concerto invitando il pubblico ad attraversare lo spazio nella dimensione assoluta dell’ascolto. A “perdersi”, nelle stanze della musica come nelle stanze della vita.

“The 12th Room” – suo primo album – è un percorso di ricerca con una struttura narrativa ben precisa.
Bosso guida lo spettatore anticipando ognuna delle stanze con il racconto appassionato della sua origine compositiva. Un viaggio nei riferimenti musicali senza tempo come Chopin e Bach o John Cage nella stanza doppia che è aula e sala d’attesa, in un dialogo tra esecuzione e nuova scrittura che diventa contemporaneo.
I riferimenti alla poesia, come il dolce e l’amaro nei versi di Emily Dickinson.
La musica quale forma di libertà, libertà di espressione e di interpretazione.
La musica come terapia. Una storia la sua, di buio e malattia ma poi di rinascita, di riscoperta.
Il piano, inseparabile strumento per modulare e comunicare emozioni.

Stanza – dice Bosso – vuol dire Fermarsi ma anche Affermarsi, nel senso di capire se stessi.
Dopo una breve pausa arriva a rapire i presenti l’impetuosa e inesauribile Sonata, in un alternarsi di stati, musicali e dell’anima. Nella dodicesima stanza si ricorda la prima e tutte le altre. Si è liberi.

E dalla stanza a cielo aperto della Cava del Sole, delimitata dai tagli della pietra e della luce, Bosso si sofferma sulla meraviglia di Matera. Un posto – dice – molto adatto a parlare di stanze.

Grande finale per il Festival Duni di Matera.
Lunga standing ovation del pubblico per il compositore, il musicista, l’uomo.
A volte si ha bisogno di storie per avvicinarsi veramente all’arte.

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