Fondo Unico per lo Spettacolo. Dopo sentenza TAR, Emiliano e Capone si dicono preoccupati

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, in una nota esprimono “viva preoccupazione per le possibili conseguenze della recente sentenza del Tar Lazio che ha annullato il Decreto del Ministro dei Beni Culturali relativo a criteri e modalità di erogazione, liquidazione e anticipazione del F.U.S. (Fondo Unico per lo Spettacolo), principale fonte di finanziamento statale dello spettacolo dal vivo”.

Foto di Archivio - Capone ed Emiliano in conferenza stampa

Foto di Archivio – Capone ed Emiliano in conferenza stampa

“Si tratta di una pesante tegola sul mondo della Cultura e dello Spettacolo – afferma Emiliano – che rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa di numerose associazioni, fondazioni e imprese culturali, con pesanti conseguenze sui livelli occupazionali di un settore già in seria difficoltà”. Nell’auspicare che il Governo individui prontamente una soluzione, Emiliano assicura che “la Regione farà la sua parte, mettendo immediatamente a disposizione degli operatori aventi titolo le risorse regionali per le quali sono stati liberati in bilancio proprio questa settimana spazi finanziari per 4,5 milioni di Euro. In attesa che il Governo sottoscriva con la Puglia il Patto per il Sud, in cui la Regione ha stanziato ulteriori 40 milioni di Euro dedicati appositamente alle Attività Culturali e allo Spettacolo”. “Stiamo seguendo con attenzione e preoccupazione questa delicata vicenda – dice Capone – pronti ad offrire ogni necessaria cooperazione al Ministero per i Beni e le Attività Culturali per individuare in tempi brevi soluzioni che assicurino quanto spettante agli operatori della Cultura e dello Spettacolo dal vivo per il 2015 e per l’anno in corso. La Cultura e lo Spettacolo dal vivo – aggiunge – rappresentano un settore assolutamente strategico per la Regione Puglia e per le sue prospettive di sviluppo sociale ed economico, con oltre 2.000 occupati per circa 20.000 giornate lavorative l’anno. Al mantenimento di questo sistema il FUS ministeriale contribuisce in maniera essenziale: nel 2015 per quasi 5 milioni di euro. Non possiamo permetterci, soprattutto nel Mezzogiorno, di perdere questo essenziale sostegno. Proprio per tali ragioni, nei giorni scorsi, su forte input del presidente Emiliano, la Giunta regionale, nonostante gli stretti vincoli di bilancio, ha approvato la proposta di liberare risorse finanziarie importanti da dedicare alla Cultura”.(ANSA).

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