Delirio al Salone del Libro per Checco Zalone. Emiliano: lo farei baronetto

L’attore pugliese: il comico è un lavoro umile

TORINO – E’ ben testimoniato dalle immagini di “Torino Life Tube” il delirio della folla al Salone del Libro di Torino per Checco Zalone che il governatore della Puglia Michele Emiliano se potesse – ha dichiarato in sala – farebbe “baronetto”.

“Il comico è un lavoro umile, ma come potrò esserlo da ora in poi?” ha detto Zalone tra le risate del pubblico che ha atteso due ore in una lunghissima fila per entrare in Sala Gialla.

Foto Daniele Vico

Foto Daniele Vico

Preso d’assalto dai fotografi e dai visitatori, 600 persone e molte sono rimaste fuori, ha parlato dei suoi sogni, del suo successo, ha fatto una breve imitazione di Nichi Vendola e non si è sottratto alla richiesta di cantare una canzone.

“E’ la canzone del mio primo film che piace tanto ai bambini. E quando piacciono ai bambini sono contento”. “Zalone rappresenta quel sud che invece di prendersela con il destino si mette al lavoro, con coraggio. Se avessi la possibilità di nominare Checco, Gennaro Nunziante e Pietro Valsecchi baronetti, lo farei” ha detto Emiliano.

Con lui sul palco dell’evento ‘L’Italia vista dalla Puglia’ Regione ospite di questa edizione, anche il critico Gianni Canova che gli ha dedicato il libro ‘Quo chi? di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco Zalone’ oltre a Michele Emiliano, Gennaro Nunziante, Pietro Valsecchi e al commissario di Pugliapromozione, Paolo Verri, preso di mira, simpaticamente, nel corso dell’incontro.

Il critico Gianni Canova ha parlato del libro che gli ha dedicato ‘Quo chi? di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco Zalone’ (Sagoma editore), che in un gioco di battute il comico ha invitato a “non acquistare. E’ un libro scritto su di me senza una provvigione. C’è la mia intervista. Ho provato a leggerlo, mi ha messo un po’ di timore”.

Valsecchi, produttore dei suoi film super campioni di incasso, ha ricordato: “Quando abbiamo iniziato era complicato, abbiamo avuto molti no ma io sono caparbio. Il primo film, ‘Cado dalle nubi’ del 2009, lo abbiamo portato a Montecarlo e i francesi ridevano allora ho pensato: ‘è fatta’ e abbiamo incassato 14 milioni. Con i 4 film siamo arrivati a oltre 200 milioni. Grazie a lui il cinema italiano è risorto”.

In imbarazzo “perché vorrei dire cose intelligenti e interessanti, quando mi vengono le dico”, Zalone ha raccontato i primi passi nel mondo dello spettacolo, quando laureato in legge, Luca Medici, vero nome del comico, andava a Milano allo Zelig: “Ma sognare Milano vuol dire sognare la Puglia perché sono tutti pugliesi li”. “A Milano il pubblico è più abituato al cabaret. Noi pugliesi siamo egocentrici. Se non fossi andato al nord non avrei avuto successo. Non per sacrificare la Puglia ma è la verità” ha aggiunto. Il segreto del suo successo? “Luca Medici è un musicista e il ritmo lo applica nei tempi comici” ha detto Canova. E, infatti, il primo film in cui fa il cantante “è quello in cui mi sento più a mio agio. La musica per me è così importante che la devo sempre mettere in mezzo. Nell’ultimo film ‘Quo vado’ non c’entra nulla che uno imita Adriano Celentano con ‘La coppia più bella del mondo’. Il cuore del film è il prendere in giro quell’aspetto di noi italiani incapaci di abbandonare i piccoli privilegi”.

Generoso nel rispondere alle domande del pubblico, anche alle più strane, “considero che questa avventura – ha detto – potrebbe finire da un momento all’altro. La vivo come un sogno ma potrei tornare a fare l’avvocato” anche se “ho fatto 4 film, fatemene fare qualcun altro”. E come è cambiata la sua vita con il successo? “Sono cambiate le persone attorno a me. Hai tanti amici, di più. Tanti parenti, di più, debitori, di più. La gente ti vuole bene, le ragazze bellissime ti vogliono, però io ho una vita normale, ho una bambina. Leonardo Pieraccioni una volta mi disse ‘non ti mettere mai con un’attrice’ e ho seguito il suo consiglio e mi sono trovato bene”.

Il prossimo film? Finora ne ha fatto uno ogni due anni ma “no, me la tiro, fra tre anni. Io non sono Totò, era più bravo, c’era tutto un mondo”. Mentre Valsecchi annuncia: “Ma no, forse a Natale, forse il 1 gennaio”. “In tutti i film di Zalone protagonista inizia male e poi cambia. Checco rappresenta questo consiglio della Puglia all’Italia: ‘non è detto che quando prendi una strada sia quella giusta. Devi avere il coraggio di cambiare te stesso'” ha spiegato Emiliano prima che Zalone venisse accerchiato dalla folla a caccia di autografi. (ANSA).

Share Button