Martina Franca, Babbo Natale se n’è tornato in Lapponia

babbo_natale_009Martina Franca (Ta). Babbo Natale se n’è tornato in Lapponia. Migliaia di bambini delusi, file interminabili in vicoli stretti, risse sfiorate, pagina Facebook inondata di commenti negativi , sito internet chiuso e porta sbarrata al Villaggio Europeo di Santa Claus.

Troppe persone ed un’affluenza record impossibile da gestire.

Si chiude con quattro giorni d’anticipo e tra mille polemiche, per motivi di ordine pubblico, uno degli eventi natalizi più attesi, ideato ed organizzato a Martina Franca da Antonio Rubino che nelle scorse settimane aveva presentato a Roma la manifestazione definendola “un evento unico”.

Flotte di turisti, bus, famiglie con figli molto piccoli provenienti da tutto il Sud Italia, un fiume umano (e di passeggini) tra i vicoli caratteristici, con i vigili ed i volontari della protezione civile che consigliavano di rinunciare perché “non era sicuro”.

In teoria, dal 20 al 27 novembre l’ospedaletto della cittadina della Valle d’Itria, un edificio del ‘700 dove venivano abbandonati i bambini, avrebbe dovuto ospitare l’unica dimora ufficiale di Babbo Natale nel vecchio continente, o almeno così c’era scritto sul portale della manifestazione. Un evento legato al sostegno di un progetto dell’Unicef per i bambini in Siria e che associava, nei primi tre giorni, la sagra “Perbacco che vicoli” ed i “Mercatini di Natale”.

Hanno pure provato a tamponare la situazione con Babbo Natale in giro per la città, ma a parte qualche “selfie” la confusione è rimasta pressoché invariata.

Sulla pagina Facebook dell’organizzatore non mancano commenti di solidarietà e di stima. Proprio sul profilo di Antonio Rubino una sorta di ammissione di colpevolezza: “Sono molto dispiaciuto per i disagi di questi giorni. Ho sbagliato la scelta di questo posto per un evento così grande”- ha scritto.

Un caso emblematico che deve insegnare tanto anche a Matera che già dai prossimi giorni, col Presepe Vivente, tonerà a gestire flussi impegnativi di gente che diventeranno sempre di più fino al 2019.

Intanto Santa Claus ha chiuso casa e se n’ è andato.

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