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Beni culturali, tecniche 3D per studi su siti rupestri

grandi_mostre-300x199Matera. Le tecniche di indagine in 3D rappresentano un esempio concreto di ”buone pratiche” di recupero, valorizzazione e fruizione per i siti rupestri che contrassegnano le diverse regioni del Mediterrano. Lo si è appreso oggi, a Matera, nel corso del meeting finale del progetto ”Galileo”, che ha visto la partecipazioni di esperti italiani e stranieri. Ulteriore conferma arriva dalle rilevazioni stratigrafiche tridimensionali condotte a Matera dalla scuola di specializzazione in beni Archeologici dell’Università della Basilicata nelle chiese rupestri di San Nicola dei Greci nei rioni Sassi e a San Falcione, nel parco della Murgia, e dalla Università Rennes nei siti fortificati e rupestri di Murol in Auvergne. ”Le rilevazioni – ha spiegato Francesca Sogliani, direttore del progetto dell’equipe italiana – hanno consentito di evidenziare la cronologia delle escavazioni, ricostruire modalità, tecniche costruttive, dimensioni e destinazioni d’uso degli ambienti, informazioni sullo stato di affreschi e scavi archeologici, che consentiranno di definire eventuali modalità di intervento, percorsi di valorizzazione e fruizione da estendere ad altri siti”. Il lavoro ha coinvolto anche l’insediamento medievale di Satriano e interesserà l’impianto delle cave classiche di Montescaglioso.

 

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