A Natale una “tombola” per promuovere le radici di Matera

Tombola MateranaMATERA – I numeri della tombola per far conoscere attraverso foto d’epoca, frasi in dialetto, la cultura della Città dei Sassi e le sue radici descritte nel dossier di candidatura per Matera capitale europea della cultura nel 2019.

Con questo obiettivo il Museo virtuale della memoria collettiva di Matera (Muv) e l’Ente parco della Murgia materana hanno realizzato la “Tombola materana”, corredata di un tabellone, di 48 cartelle, del sacchetto e dei numeri, di una busta di “cicerchie” per segnare le estrazioni e di una brochure esplicativa sull’antico gioco che a Natale riunisce grandi e piccini.

L’iniziativa, che sarà supportata anche da tombolate di beneficenza, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato i presidenti dell’Ente Parco, Piefrancesco Pellecchia, e del Muv, Domenico Bennardi, l’ideatore, Nicola Laricchia, l’assessore comunale al turismo Pasquale Lionetti e Angelo Sarra che ha curato la consulenza storico-dialettale. Per la realizzazione del tombolone ci si è avvalsi degli archivi fotografici di Nino Vinciguerra, Antonio Genovese e dell’Ente Parco. Nella ”leggenda dei numeri” , che cominciano con il numero 1 dedicato alla nascita ”U’ criatir”, figurano temi legati alla tradizione contadina e artigiana, a luoghi ed eventi della religiosità come la festa del 2 luglio, i cavalieri e il carro di cartapesta, monumenti, giochi, attrezzi, fiori e frutti o piatti tipici come la ”crapiet” al 55, personaggi della vita quotidiana come il banditore ”U scettabbonn”, lo scansafatiche ”u durm durm” e della tradizione della tombola come il morto ”u murt” legato al 47, morto che parla ”murt ca porl” al 48, il cantero ” u quondr” al 60, la prostituta ”la scionn i ppi-t ” all’89 per chiudere con la paura ”l’asrimm” con il numero 90. Le prime 420 confezioni della ”tombola materana” sono andate già esaurite, a causa della diffusione fatta su facebook. Gli organizzatori stanno raccogliendo prenotazioni, al costo di dieci euro, per una inevitabile ristampa.

Il servizio di Antonella Losignore

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