Di passaggio a Matera la nipote di Bob Marley, Donisha Prendergast

La nipote di bob Marley, Donisha Prendergast

La nipote di bob Marley, Donisha Prendergast

Ha visitato anche Matera, quest’oggi, l’attivista jamaicana Donisha Prendergast, nipote di Bob Marley.

La Prendergast ha visitato i Sassi patrimonio Unesco prima di raggiungere Bari, dove presso l’auditorium del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università “Aldo Moro” ha presenziato alla conferenza-dibattito intitolata “Occupy Pinnacle”, organizzata dall’agenzia di promozione Black Arrow, di concerto con la Federazione Assemblee Rastafari Italia e lo stesso Ateneo barese.

“Occupy Pinnacle” è un movimento mirante al recupero delle terre jamaicane costituenti la casa ed il luogo d’origine del movimento Rastafari.

Leonard Howell, uno dei fondatori del movimento Rastafari, fondò nel 1940 il primo insediamento Rasta chiamato Pinnacle. Dopo alterne vicende questo accampamento, in cui i Rasta vivevano nella fede e nell’autosufficienza fuori dal sistema, fu distrutto dalla polizia coloniale nel 1954 e i suoi abitanti dispersi ed il suo leader internato in manicomio. Di recente alla notizia della volontà dell’attuale proprietario del terreno di costruirci vari fabbricati ed alterarne la natura è sorto un movimento chiamato Occupy Pinnacle che chiede la revoca dei permessi di costruzione e la nuova valorizzazione di questo luogo sacro ai Rasta.

Donisha Prendergast, accompagnata dal cantante tedesco Uwe Banton e dal rappresentante della Federazione Assemblee RasTafarI Italia Iyared Mihiret, ha raccontato Bari, la nascita e le attività del movimento toccando i temi del cosiddetto “artivismo” (sintesi di arte e attivismo) in relazione all’abbattimento dei muri materiali e culturali, del colonialismo, della creolizzazione e della de-colonizzazione e di come tutto ciò possa avere a che fare con la cultura Rasta e reggae.

Temi trattati anche in un’intervista esclusiva rilasciata dalla Prendergast a Sergio Palomba, ai nostri microfoni, introdotta da Tommaso Felicetti, materano e nell’organico di Black Arrow, cui si deve la sua presenza in città.

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