Residenze d’artista in Casa Cava, ieri a Matera l’evento conclusivo

cava risonanteMATERA – “Cava risonante”. E’ stato questo il titolo della performance-evento che si svolta ieri sera in Casa Cava, a chiusura del progetto delle residenze d’artista, inserita nel programma 2014 del festival Gezziamoci. Un’esibizione multimediale, frutto di un’intensa attività creativa durata un mese, che ha visto protagonisti l’americano Joe Johnson, sound-designer newyorkese che ha all’attivo collaborazioni con marchi del calibro di Google e Adidas, e l’italiano Luca Moroni, multimedia-designer pesarese, esperto di software e strumenti multimediali interattivi. Entrambi hanno visitato Matera e i suoi dintorni alla scoperta di ciò che il territorio nasconde agli occhi, ma non all’intelligenza artistica. Johnson e Moroni hanno registrato suoni e video e scattato foto che sono confluiti, diventandone parte integrante e irrinunciabile, di uno spettacolo unico dedicato al territorio che lascia, tra l’altro, in eredità a Casa Cava uno strumento nuovo, che resterà a disposizione dei visitatori, composto da oggetti della tradizione locale – un cucù, una cupa cupa, un blocco di tufo, un campanaccio da transumanza e un pezzo del carro della Bruna sono interconnessi grazie a dei sensori e ad una scheda audio – che a ogni sollecitazione tattile producono immagini e video tematici sulla città e sulla sua storia. A eseguire questa opera di Johnson e Moroni, ieri, il Collettivo Casa Cava, il gruppo di musicisti appulo-lucani che costituisce l’organico residente dell’auditorium ipogeo, che progressivamente, grazie al consorzio che lo gestisce, sta trasformandosi come nelle intenzioni – in luogo della creatività, centro di aggregazione e di innovazione culturale.

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