Unmonastery, il bilancio del progetto pilota di Matera 2019

unmonasteryMatera. Sta per concludersi a Matera Unmonastery, il progetto sperimentale di innovazione sociale, sostenuto dal comitato Matera 2019.

Nel Complesso del Casale, per cinque mesi, in un originale “Non monastero” hanno vissuto insieme hacker, artisti, designer e sviluppatori, riconosciuti anche a livello internazionale, per aiutare la comunità locale a sviluppare progetti di ricerca su diversi temi.

Progetti utili al territorio, dalla ideazione di nuovi itinerari turistici alla realizzazione di brevetti riguardanti l’energia alternativa, dalle nuove modalità di utilizzo del wi-fi aperto alla nuova organizzazione di servizi sociali, anche con poche risorse economiche.

Idee che in questi mesi di residenza sono diventate o stanno per diventare concrete. La dimensione europea e il rapporto tra città e cittadini sono stati i due punti strategici di Unmoastery che è partito da Matera per essere sviluppato in ogni parte del mondo. A tracciare un primo bilancio, oggi, il sindaco e presidente del Comitato Matera 2019, Salvatore Adduce, Alberto Cottica, uno dei fondatori di Edgeryders, comunità internazionale di più di 1.300 membri che dal 2011 affianca il consiglio d’Europa nelle sue politiche giovanili e che collabora al progetto Matera 2019, Rossella Tarantino, project manager del comitato Matera 2019, e Rita Orlando, che ha coordinato il progetto.

Alle ore 19, nel complesso del Casale, incontro pubblico con tutta la città con la consegna dei progetti ai cittadini ed un confronto aperto per comprendere come continuare a svilupparli, in collaborazione con la comunità locale e internazionale.

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