Eventi culturali a Matera: si va verso il metodo condiviso

materaE’ tregua tra l’amministrazione comunale di Matera e le associazioni culturali cittadine per la querelle sorta circa 3 settimane fa a seguito di una delibera di giunta che pianificava i contributi per gli eventi delle cosiddette “cinque stagioni”, tra cui i contestatissimi 450 mila euro per le celebrazioni pasoliniane, senza che i promotori e gli organizzatori locali di eventi fossero stati coinvolti in toto.

Il documento dell’esecutivo comunale è stato, di fatto, sostituito da una nuova delibera che fissa gli indirizzi generali della programmazione culturale di Matera del secondo semestre 2014, senza nomi, sigle e tantomeno poste, in attesa di conoscere l’ammontare esatto degli stanziamenti previsti allo scopo dalla Regione Basilicata, ora che i Piot sono andati esauriti.

E’ ciò che emerso durante un incontro svoltosi ieri, al Comune, al quale hanno preso parte il sindaco Adduce e l’assessore alla Cultura, Giordano, col direttore del comitato Matera 2019, Verri, e i rappresentanti dei sodalizi culturali cittadini che, ancora una volta, hanno sottolineato il mancato coinvolgimento e la tendenza a esternalizzare le politiche culturali in città.

Alle rassicurazioni degli amministratori, che hanno anche fatto mea culpa in merito ad alcuni errori passati, è seguito poi il tentativo di Verri di sminare il campo delle polemiche e avviare un dialogo legato alle opportunità del futuro.

Tre i punti principali toccati dal direttore di Matera 2019: il passivo delle associazioni generato dalla mancata corresponsione dei fondi Piot del biennio 2011/2013 da parte della Regione, per il quale il comitato tenterà di fare da tramite; la necessità di procedere congiuntamente, quando saranno note le risorse regionali stanziate per quest’anno, alla programmazione degli eventi del secondo semestre, a partire dalla festa della Bruna, per poi avviare una mappatura allargata, insieme e in sintonia con le associazioni, per la definizione delle politiche culturali 2014/2020.

Una sintesi che a quanto pare è stata apprezzata dalle associazioni presenti all’incontro, e che sarà messa su carta in un documento di metodo che Verri redigerà entro la prossima settimana per poi condividerlo con gli operatori culturali in caso di eventuali modifiche.

Ottimista è Loredana Paolicelli di “Arterìa” che spiega: “ora non serve fare polemiche e lavoriamo insieme come si sarebbe dovuto fare da tempo. Il fatto che gli amministratori abbiano fatto un passo indietro, riconoscendo la necessità di coinvolgimento e condivisione è da apprezzare perché in altre parti d’Italia, come il Trentino, manca la considerazione ed esistono i monopoli, qui invece per fortuna c’è ancora la possibilità di lavorare in modo indipendente”. “Se son rose fioriranno. Ora aspettiamo i risultati – dice invece, combattiva come sempre, Francesca Lisbona di Incompagnia – che speriamo seguano alle parole. Fino ad allora, quindi, questa è da considerarsi una tregua momentanea”.

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