Passaggio 2019, la sfida appena iniziata da vincere tutti “insieme”

Il Passaggio 2019, all'imbocco di via Buozzi

Il Passaggio 2019, all’imbocco di via Buozzi

MATERA – Aperta, inclusiva e poliedrica. Queste le principali caratteriche richieste ad una città che si candida a diventare Capitale Europea della Cultura. Così come contemplato nel dossier di candidatura, la cui presentazione, avvenuta ieri, sancisce un passaggio importante per la città dei Sassi verso la data del 2019. Aspetti che sono stati ricordati dal direttore del Comitato Scientifico Matera 2019, Paolo Verri, in occasione di una serata pensata e progettata per provare a immaginare, tutti insieme, quale sarà il volto della città, una volta centrato l’obiettivo. Passaggio 2019, appunto, ovvero un salto nella Matera che saremo, quello disegnato dal Comitato Cresco, in collaborazione con diverse associazioni da anni attive sul territorio. Un vero e proprio percorso, lungo una delle dorsali principali dei Sassi, via Bruno Buozzi. Ora di inizio, le 19 e 19 in punto. Momento altamente simbolico, non solo per i numeri che rimandano alla data. Ma anche per protagonisti del primo passaggio attraverso il tunnel, posto in cima al percorso: ad ammirare per primi gli oggetti, portatori di sogni, desideri e confidenze, sono stati i ragazzi che compiranno 18 anni, nel 2019. Ha avuto inizio così la grande festa, alla quale l’intera città è stata invitata a partecipare, lungo un sentiero fatto di piazzette, musica, colori, teatro, immagini, sensazioni, emozioni. Dalla street art, fra disegni, graffiti e hip hop, ideata per aprire un vero e proprio momento di confronto col patrimonio storico dei sassi. Agli ambulatori del centro di check up, dove dottori e dottoresse della compagnia l’albero hanno valutato lo stato di salute del cosiddetto cittadino culturale. E poi ancora momenti dedicati ai temi della inclusione, della immigrazione e della integrazione, con l’identità in trasformazione. Senza dimenticare l’esorcismo ermetico, con un monologo ideato per esorcizzare il demone dell’approssimazione. Apprezzabili anche i momenti dedicati alle performance visive e musico-sensoriali e alla scienza. Insomma ben dieci tappe che sono culminate, in tarda serata, con la festa propiziatoria in Piazza San Pietro Caveoso, dove ha avuto luogo il grande rito collettivo, con la lettura e la drammatizzazione dei temi della candidatura. Nessuna barriera culturale, anagrafica o di orientamento, per provare a raccontare, tutti insieme, quella che rappresenta la sfida di una intera comunità. Insieme, appunto, sulla strada della candidatura, lungo un percorso che deve essere soprattutto di partecipazione, coinvolgimento e azione. Una sfida culturale dunque ma soprattutto di identità e protagonismo collettivo. Una sfida aperta, non vinta ma che si può vincere tutti insieme, anche facendo appello al cuore ed alla pancia, ovvero alle emozioni e al coinvolgimento, che possono consentire un richiamo ed una risposta attiva molto più forte e sentita, a beneficio della coralità e non della esclusività. Un invito ed una sfida, partito simbolicamente ieri, ma che necessita di un richiamo costante ad essere tutti attori protagonisti di una partita che è appena all’inizio.

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