Il Museo della Follia da Salemi a Matera, indagato Vittorio Sgarbi

Sgarbi (al centro) con il sindaco Adduce e Rocco Papaleo

Sgarbi (al centro) con il sindaco Adduce e Rocco Papaleo

Matera. Che il Museo della Follia sarebbe stato itinerante era noto sin dal principio, quando Vittorio Sgarbi e la sua Fondazione hanno inaugurato la mostra a Matera, nel Convicinio di Sant’Antonio il 18 agosto scorso, tuttora allestita nel complesso rupestre. Dopo la Città dei Sassi – tappa a Trapani, Milano e Berlino. Ma l’esposizione che ripercorre la memoria degli ex manicomi è in questi giorni al centro di una polemica che finirà nelle aule dei tribunali tra il critico d’arte e il comune di Salemi di cui Sgarbi è stato primo cittadino. L’interrogativo di è “di chi è la proprietà delle istallazioni che originariamente avrebbero dovuto essere esposte nell’ex collegio dei Gesuiti di Salemi e che invece Vittorio Sgarbi si è portato via dopo le dimissioni da sindaco del comune siciliano”? “Proprietà tutelate dal diritto d’autore che sono io e quindi mie”, secondo il critico d’arte che ha abbandonato la Sicilia dopo l’apertura di inchieste a suo carico. Proprietà del Comune di Salemi che ha finanziato la realizzazione dell’opera con 77 mila euro secondo i tre commissari prefettizi, Leopoldo Falco, Nicola Diomede e Vincenzo Lo Fermo che rivogliono indietro quelle installazioni. E così a Sgarbi è giunta la citazione dinanzi al tribunale civile da parte del Comune che rivendica la proprietà delle opere e chiede la restituzione e il risarcimento del danno, mentre la Procura di Marsala ha deciso di scrivere nel registro degli indagati l’ex sindaco di Salemi.

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