Il Presepe Vivente nel cuore della Rabatana

presepe vivente tursiTURSI (MATERA) – Quando cultura, religione e tradizioni si mescolano, rievocando scenari, personaggi, sapori e odori d’altri tempi. È capitato per tre giorni a Tursi, il 27, il 28 e il 30 dicembre, col Presepe Vivente, giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione. Al centro della scena, delle ventiquattro rappresentazioni, la Palestina di duemila anni fa, che la Pro Loco di Tursi ha voluto far rivivere attraverso costumi, raffigurazioni, evocazioni, cibi e bevande che rimandano ai momenti intimi e suggestivi della natività. Proprio nel cuore della Rabatana, lo straordinario borgo antico del paese, dove sono evidenti le testimonianze della presenza islamica. Non è del resto necessario scomodare molto la storia e soprattutto le cronache risalenti al nono e decimo secolo, che gli arabi si spinsero fin nel cuore della Basilicata, proprio qui a Tursi. Dove oggi le culture si fondono e la traccia profonda della fede cristiana, sugellata nella rappresentazione vivente del presepe, anima strade, stradine e viottoli che furono attraversati dagli arabi. In uno scenario fuori dal tempo e dallo spazio, che trova, tra l’altro, una delle sue massime espressioni nel presepe in pietra di Altobello Persio, risalente al sedicesimo secolo, posto all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, nel cuore della Rabatana.

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