La letteratura in rosa a Matera per discutere di cibo, futuro ed editoria digitale

MATERA – Un buon motivo per visitare la città dei Sassi a settembre? Ce ne sarebbero centinaia, per suggerire ad un turista di venire a riscoprire il fascino sconvolgente di una città inserita nei patrimoni Unesco e che ha fatto da sfondo a numerose produzioni cinematografiche di respiro mondiale. Se ne sono accorte le donne, che da anni organizzano il Women’s Fiction Festival, giunto alla sua nona edizione. Da oggi e fino a domenica 30 settembre la città lucana diventerà infatti patrimonio della letteratura femminile. Prima di tutto il premio: ogni anno infatti viene premiata una scrittrice per il suo apporto alla scrittura femminile. Quest’anno la prescelta è l’inglese Amy Bratley, autrice di “Amore, zucchero e cannella”, che solo in Italia ha venduto oltre 200.000 copie. Tra una passeggiata e l’altra, le chiese e i palazzi della città, si potrà parlare di letteratura e cibo. “Leggo di gusto” è il titolo del programma degli incontri, come è stato ricordato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione. Si approfondiranno aspetti legati al potere evocativo del cibo nei libri, per rendere omaggio al gusto di leggere, con la presentazione di libri dedicati al cibo, laboratori di cucina, dove gustare i prodotti della gastronomia locale e della dieta mediterranea. Infine, l’ultimo giorno del festival, saranno le donne a provare a salvare l’Italia, in un confronto tra Marina Terragni e il giornalista Filippo Ceccarelli. Oltre al cibo, riflettori puntati, come ormai da tradizione, sul mondo dell’editoria, tendenze e prospettive, grazie ai contributi venuti, già questa mattina, dal congresso internazionale per scrittori. In primo piano, le opportunità offerte dalla rete e dai social network, che altrove già rappresentano la comoda e veloce porta di accesso al mondo dei libri, per lettori e giovani talenti. Strumenti e modalità che, sia pure in ritardo, stanno prendendo piede anche in Italia. Pubblicare è un clic, dunque, come suggerisce una delle sessioni del congresso, perché la rivoluzione informatica sta di fatto dematerializzando il mondo dell’editoria e delle pubblicazioni.

 

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