Più grotte che abitanti. San Giorgio Lucano e il fascino di un territorio da difendere

SAN GIORGIO LUCANO (MATERA) – Un’esperienza affascinante, che mette insieme più regioni. La natura insolita, per molti aspetti ancora selvaggia, e poi ancora il confronto con la cultura, gli usi, il folklore della gente meridionale. È quello che accade a chi decide di visitare il parco del Pollino e i Comuni del versante lucano, in particolare. A circa 90kilometri, in direzione sud, da Matera, è possibile ammirare il paese di San Giorgio Lucano. Circa mille e cinquecento abitanti per un borgo relativamente recente, la cui origine è possibile far risalire a cavallo fra cinquecento e seicento. Ma a catturare l’occhio del turista è qui la natura stessa del territorio, con le sue innumerevoli grotte. Una a testa, ad occhio e croce, considerando solo quelle censite. Gli insediamenti di arenaria constituiscono l’elemento dominante. Il frutto di un lavoro incessante, picconata dopo picconata, che consegna un patrimonio di storia e di tradizioni ancora tutto da riscoprire ma soprattutto da preservare. È attorno a questi insediamenti, sottolinea il sindaco del paese, Franco Cirigliano, che gli abitanti di San Giorgio hanno improntato gran parte della loro economia. Storie di vita vissuta, in anfratti che, a seconda delle contrade, sono servite da porcile, pollaio, magazzino ma soprattutto come cantine. Manufatti di evidente importanza sociale, sottolineano a gran voce i sangiorgesi, che andrebbero conservate, mantenendo inalterato il loro aspetto originario. La tradizione vuole, ribadisce il giornalista Pietro Valicenti, originario di San Giorgio e da sempre in prima linea in tema di salvaguardia ambientale e contro gli abusi, che il manufatto sia costituito semplicemente di un muro a pietra , con portale di legno. Alcuni portali sono infatti delle vere e proprie opere d’arte di falegnami e fabbri locali.

 

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