Da Valsinni a Nova Siri, sulle tracce dell’omicidio Morra

NOVA SIRI (MATERA) – Una storia d’altri tempi. Degna dei migliori drammaturghi dell’epoca, sembra quasi una sceneggiatura. Una sottile linea rosa, che si tinge di rosso, per l’epilogo, e che continua a legare, e lo farà per sempre, i Comuni di Nova Siri e Valsinni. Ed è proprio a Nova Siri che si riferiscono queste immagini, sulle tracce di quella tresca amorosa, con buona probabilità semplicemente un amore platonico, che però bastò a provocare la morte dei suoi protagonisti. Un duplice omicidio, per faccende d’onore, come diremmo oggi, voluto e commissionato dai fratelli di Isabella Morra. Dopo essere stata confinata nel palazzo di famiglia a Valsinni, a finire sotto i colpi di un pugnale, fu la stessa Isabella, per fortuna non prima di averci regalato alcuni fra i versi più belli del cinquecento. Pochi mesi dopo, toccò a Don Diego Sandovàl de Castro, uomo sposato, e per questo, forse doppiamente colpevole agli occhi dei fratelli di lei. Il signore di Bollita, antico nome di Nova Siri, fu raggiunto dai sicari e fatto fuori a colpi di archibugio, sul finire del 1546. A distanza di oltre quattro secoli, oggi la tragica storia d’amore può essere ripercorsa visitando le dimore dei Morra e dei Sandovàl. Insomma un elemento di attrazione turistica in più, per i due paesi lucani della costa jonica, in particolare per Nova Siri, dove in pieno centro è possibile ammirare il Castello e i caratteristici vivoli del rione Porticella. Si sta lavorando, conferma ai nostri microfoni l’assessore di Nova Siri, Giuseppe Mitidieri, per valorizzare questo percorso, ispirato alla vicenda amorosa che vide come protagonisti il signorotto del posto e la grande poetessa lucana. Vicenda che continua ad appassionare storici e curiosi anche perché, ad un certo punto, la linea rossa legata al tragico epilogo si tinge di giallo, almeno stando agli atti ufficiali. Infatti, nonostante la denuncia, presentata al vicerè dalla moglie di Don Diego, i Morra non sono mai stati giudicati. A quanto pare, e qui la storia si ripete, per mancanza di prove.

 

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