La Rabatana, a Tursi le tracce della presenza araba in Europa

TURSI (MATERA) – Una testimonianza della presenza araba in Europa. Non siamo in Spagna né tantomeno in Sicilia. Non occorre attraversare il Mediterraneo o lo stretto di Messina per ammirare uno degli insediamenti arabi più significativi. Qui siamo infatti nel cuore della Basilicata, a Tursi, una settantina di kilometri da Matera, in direzione sud. Testimonianze della presenza islamica sono infatti evidenti nel quartiere della Rabatana, sicuramente la parte più caratteristica del centro storico, del comune lucano. Non è del resto necessario scomodare molto la storia e soprattutto le cronache risalenti al nono e decimo secolo per scoprire che gli arabi si spinsero anche in Basilicata, per compiere saccheggi e catturare prigionieri, nel periodo di massima espansione dell’impero islamico. Consistenti e di lunga durata, furono i loro stanziamenti in diverse località del Bradano e del Basento, nel basso potentino e nella val d’Agri. Numerose tracce architettoniche sono infatti presenti in molti centri storici. Ma non sono gli unici elementi legati alla presenza islamica, in terra lucana. Significative rimangono anche le tracce linguistiche, nei dialetti locali, che fanno ritenere che non si trattò esclusivamente di insediamenti militari ma di comunità ben più articolate. Testimonianze della presenza araba sono, per altro, ancora perfettamente leggibili a Tursi, dove la Rabatana coincide con la parte più alta dell’abitato altomedievale, col suo intreccio di strade, vicoli e viottoli che ancora oggi caratterizza questo quartiere. Nel cuore del quartiere, sorge inoltre la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, al cui interno è visibile una catacomba di struttura gotica, adornata da scritture sacre. Gli affreschi presenti, risalenti al sedicesimo secolo, sono riconducibili a Simone da Firenze ma anche agli allievi della scuola Gotica. Custodito in una cripta, è possibile inoltre ammirare una copia del più noto presepe della cattedrale di Matera, scolpito, con buona probabilità, da Altobello Persio, nella seconda metà del 500.

 

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