Chi non conosce Battiato, si faccia da parte
Chi non conosce Battiato, si faccia da parte. Il cantautore e compositore catanese è un artista complesso, che incarna perfettamente l’ideale di una sensibilità diversa che compete a questo ruolo: colto e perfettamente calato nel contesto storico in cui vive che è fatto di diverse componenti, quella politica, quella sociale e quella culturale che, nel bene o nel male, costituiscono e rappresentano, all’interno e all’esterno, l’immagine di un paese. Battiato nel fare analisi, in musica sempre all’avanguardia, di tutto ciò, è sempre stato stoico, distaccato ma al tempo stesso passionale e quindi capace come nessuno tra gli artisti italiani di lanciare strali mirati, centrati ed efficacissimi, sempre attraverso una capacità poetica di alto lirismo che resta al centro della sua opera sconfinata. Accusarlo, in modo indiscriminato e ben poco attento, di essere stato cattivo e ingeneroso nei confronti del pubblico materano che, insieme a quello numerosissimo di visitatori provenienti dalle regioni limitrofe, lo ha atteso pazientemente sul Parco del Castello per la sua performance che ha chiuso la seconda serata della riuscita festa di “Materadio”, è al contrario irrispettoso nei riguardi della sua grandezza indiscutibile. Battiato, con riferimento esplicito a Matera, ha parlato soltanto di una situazione logistica fuori contesto rispetto all’esibizione concordata con Radio 3, che avrebbe richiesto un ambiente diverso.
Un consiglio, quindi, è stato quello che il Maestro ha voluto dare, se pure con piglio critico, a chi nei prossimi mesi dovrà lavorare per cartelloni ben più ampi a sostegno della candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura nel 2019, che ha definito “ardita” senza contestarla. I riferimenti ai “paesi di capre” e ai “sistemi culturali deviati” che ha fatto nel corso della conferenza stampa pre-serata, invece, sono stati tutti legati all’Italia e alla sua degenerazione culturale complessiva provocata dalla politica.
Un allarme lanciato da un addetto ai lavori che, a tale proposito, ha fatto un esempio a lui molto vicino, quello di Paolo Lopez, il sopranista che ha aperto la prima parte del suo progetto portato a Matera in esclusiva per Radio3, giovane vittima di questo sistema.
Tutto il resto è polemica sterile, alimentata da un battage fatto a mezzo social-network, facilmente avvezzo alla demagogia di basso profilo e al populismo sterile. Battiato al pubblico di Matera si è concesso oltre le aspettative e la scaletta, salutato da applausi e consensi emozionati e emozionanti, regalando perle del suo repertorio reinventate per l’occasione, in una logica di sperimentazione che è il succo della sua produzione e il mezzo per continuare a fare musica in Italia.














