Cittadinanza onoraria per il Gesù di Pasolini

Enrique Irazoqui

MATERA – Cittadino onorario di Matera. Il riconoscimento questa volta tocca all’attore, ora professore di letteratura, che nel 1966, con Pier Paolo Pasolini dietro la macchina da presa, ebbe un ruolo di primo piano nella pellicola, entrata a buon diritto negli annali della cinematografia internazionale, interpretando il ruolo di Gesù. Si tratta di Enrique Irazoqui che il 24 giugno, come annunciato dal sindaco Salvatore Adduce, sarà nella Città dei Sassi per un emozionante “amarcord” e per prendersi 45 anni dopo l’abbraccio di una Matera che non lo ha dimenticato, lui, giovane antifranchista, nei panni di chi ha posto le basi di un movimento religioso diventato tra i più seguiti al mondo. Tra i partecipanti alla conferenza stampa con Angelo Tosto, che ha esaltato il rigore pasoliniano nella scelta delle location e dei personaggi, anche Domenico Notarangelo. E sono stati proprio i suoi innumerevoli scatti fotografici, poi finiti in una rassegna di immagini in bianco e nero di grande impatto, ora dimenticati e che meriterebbero ben altra attenzione, a dare testimonianza di quella stagione felice del cinema italiano fatto di grandi registi, appassionanti storie ed eccellenti protagonisti. Un passato solo offuscato negli anni successivi dalla potente e spettacolare macchina della cinematografia statunitense, un passato che ritorna e che si impone ogni volta che si vuole ricostruire il passato della filmografia internazionale.

Ventiquattro giugno. Per Matera un giorno dedicato alla memoria, quel che era la città, la sua voglia di crescere e di riscatto, il ruolo dei Sassi, il volto nuovo, anche

se appena abbozzato, della città. Un tuffo nel passato quasi a voler riprendere un cammino interrotto soprattutto sul fronte del cinema. Una città che ancora adesso non riesce a costruire un tassello del suo futuro puntando sugli incomparabili scenari che l’hanno fatta scegliere più volte da produzioni cinematografiche di grande spessore. Il cinema nel cassetto, un sogno che ora, ricordando Pasolini e affidandosi alla presenza di Enrique Irazoqui, Matera intende rilanciare ma che – come ha sottolineato Angelo Tosto – non può continuare a consumarsi all’interno di una cerchia ristretta. Serve, insomma, uno sguardo più lungo che investa l’intero Paese e vada oltre i suoi confini come è giusto che sia quando il cinema diventa lo specchio del mondo.