Il bilancio della seconda edizione del “Festival Mi fa jazz big band”

La conferenza stampa al Comune

MATERA – “Noi siamo per l’unione e uniamo tanta gente bella”: Dino Plasmati, presidente dell’associazione “Mi fa jazz”, ha concluso così il bilancio della seconda edizione del festival internazionale delle big band, svoltosi a Matera sul finire del dicembre scorso. La kermesse, ha detto Plasmati in una conferenza stampa, si chiude positivamente per consensi e presenze, trovando concordi il Comune, nella persona dell’assessore alla Cultura, Elio Bergantino, e i partner del Consorzio Vini Doc, attivamente coinvolto anche in due iniziative collaterali di beneficenza, e Pane Igp di Matera. Inevitabile però, nel corso della conferenza stampa, è stato il riferimento e la risposta ad una serie di osservazioni che Angelo Calculli, presidente dell’associazione “Officina del jazz”, aveva fatto in concomitanza col festival, in merito all’organizzazione e alla gestione dei fondi Piot con cui il Comune ha sostenuto l’iniziativa. Plasmati ha spiegato che l’internazionalità di una kermesse come quella che dirige non è necessariamente legata alla provenienza degli artisti, “ne basta anche uno solo straniero per determinarla”, ma anche dai generi suonati durante lo svolgimento, ovvero le varie sfumature del jazz. Quanto alle ragioni d’inserimento del festival nei Piot, programmi per la promozione turistica del territorio, ha affermato che ai circa 60 musicisti ospitati durante l’evento, sono stati regalati vino e pane tipici, contribuendo a promuovere Matera e le sue eccellenze enogastronomiche in ambito nazionale. Se la kermesse ha ospitato solo due big band in quattro giorni, invece, è dovuto al fatto che i fondi, rispetto allo scorso anno, sono stati dimezzati, ma per il prossimo c’è la volontà di ampliare nuovamente la proposta. “Un ottetto come quello che ha suonato in uno dei giorni”, però, ha precisato sempre Plasmati, “è comunque alle origini di una big band”. “Mi fa jazz” ha lavorato con spirito di volontariato, ha ancora aggiunto, e nessun cd è stato prodotto con i fondi pubblici riservati alla manifestazione, ma solo presentato, il riferimento è a quello del “Christmas jazz quintet”, pubblicato da “Arte classica” e che lo vede tra i protagonisti, come omaggio al cantante del progetto, Giuseppe Del Re, esibitosi sul palco del festival insieme alla Ljp big band. L’assessore Bergantino, invece, ha voluto chiarire il motivo per cui questa manifestazione è stata inserita nella rimodulazione dei Piot: il festival, ha dichiarato, è un “utile esempio di come si può uscire dalla crisi dal lato giusto, investendo nelle forme di cultura che permettono di recuperare le energie positive e garantire sviluppo, unendosi e non dividendosi”. Questa, ha concluso, è la direzione da seguire anche per la pianificazione 2011/2012, al via il 12 gennaio prossimo.

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