La cultura di serie A e serie B secondo Angelo Calculli

Angelo Calculli

MATERA – A Matera esistono la cultura di serie A e quella di serie B. Ad aver preso coscienza di questo dato di fatto scomodo e soprattutto desolante è Angelo Calculli, presidente dell’associazione “Officina del jazz” che, nell’arco di un anno di attività, ha regalato alla città dei Sassi eventi di genere qualitativamente molto alti, attivando anche collaborazioni associative interessanti. E proprio in virtù del rapporto avviato con queste realtà cittadine amiche, oltre che per il coinvolgimento nel settore, Calculli, recentemente, ha ha voluto seguire l’iter di assegnazione dei finanziamenti dedicati agli eventi culturali cittadini assegnati dal Comune e rientranti nei Piot. Di qui la consapevolezza di questa discriminazione tra proposte culturali, non basata sulla portata delle stesse bensì, ha scritto Calculli in una lettera aperta, su un criterio oscuro che andrebbe chiarito da chi lo ha avallato anche soltanto con una firma, nella speranza che non sia l’ennesimo indice di clientelismo. Ferma restando l’esclusione di manifestazioni di lungo corso e di notevole risonanza, Calculli fa riferimento all’associazione “MiFaJazz”, inizialmente fuori dai Piot e poi rientrataci con una successiva rimodulazione, che ha ottenuto un contributo di 15 mila euro a sostegno della “seconda edizione di un festival internazionale di big band, più volte rinviato nell’arco di questi ultimi mesi, e che di internazionale, al di là di un coro gospel americano ma composto da artisti ormai di stanza in Italia e che non è una big band, ha soltanto i sedicenti nomi inglesi delle orchestre italiane che vi prenderanno parte: una di Rimini, l’altra di Riccione, l’altra romana. Una semplice rassegna”, scrive Calculli, “che qualsiasi privato con un minimo di onestà sarebbe in grado di sostenere con mezzi propri, visto anche il pagamento di un ticket di ingresso, e che fa finire gran parte del ricavato nelle tasche degli stessi promotori che vivono una strana commistione tra l’essere organizzatori e al tempo stesso musicisti della stessa rassegna o festival, al punto da promuovere un disco proprio con i soldi pubblici. Questo non è compatibile con le gestione culturale di una città che, addirittura, ambisce ad esserne leader in Europa e disincentiva lo spirito di libera iniziativa imprenditoriale, costituendone concorrenza sleale”. Continuare a rimanere in silenzio, insomma, equivale ad assecondare un sistema scorretto su cui va fatta chiarezza. Nel frattempo, Calculli comunicherà all’amministrazione comunale di devolvere in beneficenza, alla mensa intitolata a don Giovanni Mele, i 500 euro assegnati alla programmazione natalizia di “Officina del Jazz”, nell’ambito del progetto “Le vie del Natale”.

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