SOS cultura: mancano fondi e gestione ma sul settore conviene investire

MATERA – Siamo ancora il Belpaese per eccellenza, ma avere un grande patrimonio artistico alle spalle questa volta non basterà a salvarci. Dovremmo investirci sopra e invece continuiamo a tagliare i fondi dedicati. Dovremmo sfruttare la cultura per rilanciare l’economia e invece continuiamo a considerarla un costo piuttosto che un’opportunità. E il rischio è di perdere altri colpi rispetto a paesi con meno storia ma con più idee. È il grido d’allarme, lanciato ieri a Matera, dalla giornalista del Sole24Ore, Marilena Pirrelli, che ha moderato il convegno sul tema “La fruizione del patrimonio culturale, tra crescita civile e sviluppo economico”, organizzato, presso Palazzo Lanfranchi, dalla Fondazione Zetema. Occuparsi delle attività di fruizione dei beni ambientali e culturali, è stato osservato nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte Raffaello De Ruggieri, presidente della fondazione, il professor Severino Salvemini, docente presso l’Università Bocconi, e la vicepresidente della fondazione Cariplo e presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, può diventare un lavoro gratificante. Occorre però preparazione e una rivalutazione del ruolo dei privati, con particolare riferimento al concetto di defiscalizzazione, come nel modello americano, per invogliare i privati ad investire. Puntare sulla cultura, significa quindi innanzitutto creare sinergie, come avviene nei distretti culturali e come insegna il caso Lombardia, dove ve ne sono ben cinque. Il distretto, però, ha ricordato De Ruggieri, non può calare dall’alto, ma deve esprimere orgoglio di appartenenza. Inutile aspettare il denaro da Tremonti, ha invece ribadito Salvemini. Investire in cultura conviene, anche sotto il profilo economico.

 

Share Button