Due giorni di eventi per ricordare Fabrizio De Andrè

Fabrizio De AndrèMATERA – A differenza di quella francese e di quella tedesca, la letteratura italiana del secondo Novecento non si è fermata a riflettere e a dare una espressione forte al profondo senso di inquietudine, di fronte alle responsabilità della Seconda Guerra Mondiale, delle leggi razziali e del vuoto lasciato dalle dittature, che avevano scatenato il conflitto. Al suo posto, il cinema e soprattutto la musica. Fabrizio De Andrè, come ha osservato il critico musicale Gianluigi Trevisi, intervenuto nel corso della prima delle due serate materane dedicate al grande cantautore genovese, con l’evento “La nostra voce per Fabrizio De Andrè”, a dieci anni dalla sua scomparsa, rappresenta la massima espressione degli stravolgimenti del secolo scorso, dopo il 45. Un periodo difficile da capire, oggi, quello in cui si inserisce la sua produzione, caratterizzato da un solo canale televisivo, che trasmetteva per 3 ore al giorno, e una Chiesa molto più forte e radicata di quella odierna, riferimento di una morale largamente diffusa e sentita. In De Andrè, ha osservato ancora Trevisi, alto il tasso di sociologia e poesia. La manifestazione musicale, che si è conclusa ieri sera con la partecipazione di vari gruppi di Matera e dintorni, che si sono esibiti con i brani più celebri di De Andrè, e sotto la direzione artistica di Felice Lionetti, è stata organizzata dalle Associazioni Bela Bartòk, l’Arci, Energheia, Emergency e l’Associazione Amici di via Ridola.

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