La forza di una comunità spinta dalla fede. A Pomarico (MT) inaugurata l’oasi di preghiera di San Michele

Chi dice che il volontariato non esiste più, si sbaglia di certo.

Se non ci credete, potete recarvi a Pomarico, paese della collina materana, dove il 27 Settembre, proprio due giorni prima i solenni festeggiamenti in onore di San Michele nel mondo, è stata inaugurata “l’oasi di preghiera” nel nome del santo patrono della cittadina: San Michele Arcangelo. L’opera è sì stata voluta dal Comitato Feste locale (le cui progettualità sono sempre visionarie) ma la sua realizzazione, è frutto di mesi e mesi di lavoro volontario offerto da tutti i fedeli del paese. A partire dal luogo dove sorge l’oasi, donato dalla famiglia Lupo, che non ha bisogno di presentazioni per le innumerevoli iniziative che su tutto il territorio lucano porta in essere con la Onlus “Gianfranco Lupo”; e poi la luce e l’acqua per i lavori (durati sei mesi), la manodopera, le manovalanze, che si alternavano, e addirittura il materiale per la costruzione, tutti benefattori che hanno visto nel progetto un mezzo per offrire al loro santo patrono, parte del loro tempo e lavoro, e ringraziarlo della presenza della città. Perché questa comunità guarda a San Michele Arcangelo come un modello a cui ispirarsi e a cui devono tutto. Non a caso, l’oasi sorge nel luogo ove avvenne la famosa “lotta del grano”, episodio che narra il miracolo da cui nasce la fede dei pomaricani, quando nel 1757 la popolazione conobbe una forte carestia, frenata da un magnate che aveva pagato otto carri carichi di grano. Quel “magnate” era San Michele, che venne riconosciuto per via dell’anello che aveva dato in pegno per il grano, alla cui effige nella chiesa madre, mancava. La popolazione potrà quindi soffermarsi in preghiera in un luogo che ha segnato la storia di Pomarico e capire, che quando c’è la volontà e l’amore in un progetto, spinto dalla fede o da qualsiasi altra cosa, tutto è possibile.

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