Bari, coniugi gestivano traffico di droga: condannate 10 persone

Avrebbero gestito per anni il traffico di droga in alcuni comuni della provincia di Bari. Si tratta di due coniugi 25enni di Capurso, il pregiudicato vicino al clan Di Cosola Michele (condannato a 15 anni e 10 mesi) e la moglie Melissa Carlone (condannata a 6 anni e 8 mesi),definiti negli atti “papà e mamma padroni”. Stando alle indagini i due sarebbero i componenti di una associazione finalizzata al narcotraffico aggravata dall’uso di armi, con base a Capurso(Bari). Il gup del Tribunale di Bari, Valeria La Battaglia, ha condannato a pene comprese tra i 15 anni e 10 mesi e i 6 anni di reclusione dieci presunti componenti di questa associazione. Angelini è accusato di aver gestito il business della droga, hascisc, cocaina e marijuana, della quale si sarebbe rifornito dalla Spagna, da Bari Vecchia e da un agricoltore locale che aveva messo a disposizione i suoi terreni per coltivare marijuana tra i vigneti. La donna ,invece,avrebbe gestito i contatti con gli acquirenti e la rete dei pusher,quando il marito era detenuto. La madre di Angelini, Anna Rita Pasca(condannata a 6 anni e 8 mesi di reclusione), avrebbe messo a disposizione la sua casa per gli incontri e per custodire la droga,occupandosi anche di coordinare il recupero crediti. Una sua amica,invece, Teresa Lamacchia (condannata a 6 anni) avrebbe avuto il compito di “guardiana della cupa”, custodendo nella sua abitazione decine di armi e munizioni. I fatti contestati risalgono agli anni 2015-2016. Le indagini hanno accertato anche un presunto episodio di tentata estorsione da parte di Angelini ai danni del titolare di una ditta di trasporto per un debito di droga, con richiesta di 10 mila euro e, al suo rifiuto, lo avrebbe minacciato di morte arrivando ad esplodere 4 colpi di fucile contro il portone della sua abitazione come gesto intimidatorio. Gli imputati sono stati arrestati nel novembre 2017 e molti di loro sono tuttora detenuti in carcere o ai domiciliari.