Criminalità a Foggia, manifestazione di Libera dopo 3 attentati e 1 omicidio

In soli quattro giorni, la città di Foggia è stata teatro di tre attentati e di un omicidio. L’ultimo episodio, in ordine cronologico, l’attentato dinamitardo in via D’Aragona contro Cristian Vigilante, testimone nell’ambito dell’inchiesta “Decima Azione” che ha portato nel 2018 a 30 arresti. Il fascicolo è stato immediatamente trasferito alla Dda di Bari, perchè si tratterebbe di un episodio riconducibile a contesti di criminalità organizzata di matrice mafiosa. Nelle scorse ore il prefetto del capoluogo dauno Raffaele Grassi ha lanciato un appello alla cittadinanza: “Bisogna continuare a credere nello Stato; lo Stato c’è ed è autorevole”. Vigilante, dirigente di una Residenza sanitaria assistenziale, denunciò già in passato di essere stato vittima di una estorsione da parte dei due uomini che volevano imporgli l’assunzione nella Rsa di una persona da loro indicata. Ora per lui sono state attuate delle adeguate misure di sicurezza, come è avvenuto solo qualche giorno fa anche per i quattro commercianti vittime del racket tra Foggia, San Giovanni Rotondo e Apricena.

E poi, l’omicidio di Roberto D’Angelo, per il quale gli inquirenti hanno escluso la pista mafiosa, ma continuano ad indagare per fare luce sulla sua morte. Nessun testimone e, solo in apparenza, nessun movente. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i suoi ultimi spostamenti, prima dell’omicidio. La vittima, lo ricordiamo, è stata uccisa con tre colpi di pistola mentre era nella sua auto, da un uomo in sella ad una moto. Anche D’Angelo, proprio come Cristian Vigilante, in passato era stato facile bersaglio dei malavitosi della zona. Nel 2016, infatti, subì un violento pestaggio nell’autoparco del nipote.

Una città sotto assedio, dove l’associazione Libera ha per questo deciso di organizzare la manifestazione ‘Libera Foggia’ il 10 gennaio prossimo”per rispondere alla violenza criminale”. “Un invito alla partecipazione di tutti – è detto in una nota -: dalla cittadinanza, alle associazioni, alle forze sindacali, agli studenti, agli amministratori, al mondo della chiesa”. Sarà presente anche Luigi Ciotti, che lancia un appello: “Davanti a questa violenza mafiosa, una cosa è certa bisogna schierarsi per non lasciare sole le vittime di questa violenza, per non lasciare soli i rappresentati dello Stato, le forze dell’ordine, la magistratura impegnati quotidianamente in operazioni importanti ed efficaci. Per non lasciare soli i cittadini. Bisogna schierarsi per chiamare il male per nome e non girarsi dall’altra parte, perché il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi assiste senza fare nulla per contrastarlo. Tutti insieme a Foggia – conclude Luigi Ciotti – perché serve coraggio di avere più coraggio da parte di tutti”.