Taranto, la Gdf nella sede di ArcelorMittal: ipotesi depauperamento del ramo d’azienda

Prosegue inchiesta anche a Milano: si prospetta anche l’aggiotaggio informativo

Un atto dovuto, ma che in questi giorni di incertezza infittisce ancora di più il dossier Ilva. La Guardia di Finanza ha sequestrato una serie di documenti negli uffici di Taranto di Arcelor Mittal su delega della procura di Taranto nell’ambito dell’inchiesta avviata dopo l’esposto presentato dai commissari dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria. L’obiettivo è quello di reperire tutto quanto abbia attinenza con movimento di merci, ordini, e stato di manutenzione degli impianti. Le ipotesi di reato sarebbero quelle di ‘Distruzione di mezzi di produzione’ e di ‘Appropriazione indebita’. Quest’ultima ipotesi fa riferimento al fatto che i commissari di Ilva nella denuncia sostengono che il magazzino del siderurgico sia stato svuotato rispetto alla merce che vi era al momento della consegna. L’indagine punterebbe ad appurare se sia in corso o meno un “depauperamento” del ramo d’azienda che la multinazionale franco-indiana vuole restituire allo Stato. Le modalità affrettate di restituzione, secondo l’esposto presentato dai commissari, rischiano di causare danni irreparabili al ciclo produttivo e di distruggere l’azienda. Le verifiche degli inquirenti riguardano anche le comunicazioni date dall’azienda a partire dallo scorso 4 novembre e l’impatto che possono aver avuto sull’andamento del mercato internazionale dell’acciaio. Intanto anche a Milano va avanti l’inchiesta della Procura per presunte false comunicazioni al mercato, ossia l’aggiotaggio informativo, e anche il reato previsto dall’articolo 232 della legge fallimentare, ossia la distrazione di beni e risorse senza il concorso del fallito e dopo un fallimento, quello in questo caso che ha riguardato l’Ilva negli anni scorsi. Arcelor Mittal ha comunque deciso di posporre lo spegnimento degli altiforni dopo la sentenza del Tribunale di Milano. L’azienda in una nota ha confermato la notizia dei sequestri e ha assicurato la massima collaborazione all’indagine.

 

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