Andria, 23 condanne per traffico di droga: confiscati campi da calcio e ville

Sono 23 le persone condannate, dal gup del Tribunale di Bari Antonio Diella, a pene comprese tra i 17 anni e un anno di reclusione per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nella piazza di Andria, un business che fruttava ben 100 mila euro al giorno. Quattro invece le persone assolte al termine del processo, celebrato con il rito abbreviato. Il giudice ha disposto anche la confisca dei beni precedentemente sequestrati, due terreni adibiti a campi di calcetto in contrada Sant’Agostino ad Andria e la società che gestiva i campi, tre lussuosi appartamenti completi di arredi, quadri, arazzi, vasi e suppellettili di pregio, denaro, monili d’oro e d’argento, gioielli, orologi e conti correnti. A capo dell’organizzazione c’erano, secondo le indagini della Polizia, coordinate dal pm della Dda di Bari Ettore Cardinali, i fratelli Fabio e Sabino Roberto, condannati rispettivamente a 17 e a 11 anni di reclusione. A loro i pusher dovevano rivolgersi per le forniture di cocaina. La stessa indagine ha accertato l’esistenza di un altro gruppo criminale facente capo ad Antonio Pastore, condannato a 9 anni e 8 mesi, referente per l’approvvigionamento della marijuana. L’inchiesta, che nel febbraio 2015 portò all’arresto di 14 persone e un anno dopo al sequestro dei beni riconducibili alla famiglia Roberto, ha accertato la vendita di circa 200 dosi di droga al giorno e che nell’attività di spaccio erano stati assoldati anche minorenni. Agli atti del procedimento c’è un episodio risalente alla notte di Capodanno 2013, quando i fratelli Roberto avrebbero festeggiato esplodendo in aria colpi di Kalashnikov.

Share Button