Bari, 58 arresti tra Puglia e Basilicata: smantellato il clan D’Abramo-Sforza

Una mafia di tipo ancestrale, brutale, violenta, quella che si è sviluppata negli ultimi anni tra Bari e Altamura, capace di imporre la propria volontà sull’intera comunità, su cittadini ed imprenditori e persino nell’ambito delle aste immobiliari. Ben 58 le ordinanze di custodia cautelare eseguite da circa 300 carabinieri, tra Bari, Altamura, Matera, Foggia, Cerignola, Lecce e Roma. Di queste, 49 in carcere, 5 ai domiciliari e 4 con l’obbligo di firma. In manette, gli esponenti del clan D’Abramo-Sforza di Altamura, a capo dei quali spiccano i nomi dei due capi, Michele D’Abramo e Giovanni Sforza, legati al clan Parisi – Palermiti di Bari. Clan che nel corso del tempo è diventato un vero e proprio punto di riferimento di cittadini e imprenditori che vi si rivolgevano per risolvere problemi personali, come il recupero di crediti o della propria abitazione, come in passato lo era stato il clan di Bartolo D’Ambrosio. Tra le persone indagate e poste ai domiciliari, anche una funzionaria della Regione Puglia del dipartimento di risorse finanziarie, implicata in un episodio di corruzione, insieme ad un imprenditore di Altamura che, dopo aver subito estorsioni, non avrebbe denunciato e, al contrario, avrebbe collaborato con il clan. Gli investigatori, coordinati nelle indagini dalla DDA di Bari, hanno anche documentato molteplici summit tra il clan altamurano e alcuni esponenti del clan Parisi del capoluogo pugliese. Alle persone arrestate sono contestati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto di armi anche da guerra, traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, estorsione, turbativa d’asta. L’omicidio è quello di Angelo Populizio, avvenuto per mano di Michele D’Ambrosio, indicato dagli inquirenti come un caso di lupara bianca. Nel corso dell’operazione, denominata “Nemesi”, frutto di un’indagine iniziata nel 2017, i militari hanno sequestrato ingenti quantitativi di droga, proveniente in particolare da Bari e Cerignola, oltre 20mila euro in contanti e una pistola. Inoltre, sono stati confiscati quattro appartamenti, una macelleria, tre box, due locali commerciali e un fondo agricolo.

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