Mafia, la Regione Puglia parte civile nel processo sul racket della mafia foggiana

“Noi sostituiremo tutti gli imprenditori che non hanno avuto desiderio o coraggio sufficiente di costituirsi parte civile e faremo questo processo come se presentassimo ciascuno di loro, con tutta l’energia e tutta la determinazione necessaria all’accertamento della verità”. Queste le parole del governatore pugliese Michele Emiliano nell’aula bunker di Bitonto, dove si è svolto il processo sul racket della mafia foggiana, nei confronti di 29 imputati, accusati di estorsione con l’aggravante mafiosa, 26 dei quali hanno chiesto il rito abbreviato già nella prima udienza. La costituzione di parte civile della Regione Puglia è stata quindi ammessa e il presidente Emiliano ha annunciato che cercherà, per quanto possibile, di comparire a tutte le udienze più rilevanti. “Tutto questo significa che la Regione Puglia sta chiaramente dalla parte della legge, della giustizia, contro le associazioni mafiose e soprattutto dalla parte di Foggia – ha proseguito il governatore – perché Foggia viene ancora oggi purtroppo massacrata da questa gente che evidentemente riesce, non si sa come, a frenare persino lo sviluppo economico, frenando l’entusiasmo, la passione e qualche volta anche il patrimonio di chi invece dovrebbe lavorare per creare posti di lavoro, per investire, per creare ottimismo. Il processo – ha poi concluso il presidente Emiliano – è un momento nel quale una intera comunità, seguendo il pubblico dibattimento e il rapporto tra l’accusa e la difesa, accerta anche la verità che è necessaria per costruire il futuro di ogni gruppo sociale”. Oltre alla Regione Puglia e al Comune di Foggia, nel processo si è costituita parte civile anche la Fondazione Antiracket Puglia.

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