Tap, chiuse le indagini per inchiesta su danni ambientali

E’ stato notificato nei giorni scorsi dalla Procura di Lecce un avviso di conclusione delle indagini a 19 persone coinvolte nell’inchiesta sulla realizzazione del gasdotto Tap nel territorio di Melendugno. La notizia è stata pubblicata da alcuni quotidiani locali.

Secondo l’accusa, i lavori si sarebbero svolti in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie. I pm Valeria Farina Valaori e il procuratore Leonardo Leone De Castris contestano che le opere siano state realizzate senza seguire le indicazioni della Valutazione di impatto ambientale (Via) e in violazione dei vincoli paesaggistici contaminando la falda. Al country manager, project manager e al direttore dei lavori, si contesta di aver “realizzato le opere del tratto italiano del gasdotto marino e terrestre” anche “su aree sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico, dichiarate zone agricole di notevole interesse pubblico”.

Un’altra contestazione riguarda le attività relative al pozzo di spinta per la costruzione del tunnel, in località San Basilio. Lo scarico di acque reflue considerate industriali avrebbe contaminato la falda, come dimostrato da alcune attività di campionamento condotte.

La contestazione pare destinata all’archiviazione giacché nel corso dell’incidente probatorio i periti incaricati dal gip esclusero che il gasdotto dovesse venire assoggettato alla direttiva Seveso che riguarda i rischi rilevanti nei grossi impianti industriali. Nel dicembre scorso la Procura di Lecce aveva chiuso un altro troncone di indagini sul gasdotto notificando l’avviso di conclusione a 15 persone e alla società Tap, per presunti illeciti commessi in due siti del cantiere del gasdotto e per differenti tipologie di interventi.

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