La Felandina, Sagnè (No cap): necessarie paghe secondo regole contrattuali

Si è già costituito un comitato tra gli immigrati braccianti agricoli che vivono le scarse condizioni igienico sanitarie e di sicurezza all’interno del ghetto La felandina, il luogo dove il 7 agosto, per un incendio, ha perso la vita una donna di 28 anni e molto probabilmente il 29 di Agosto sarà organizzata anche una manifestazione per rivendicare i diritti di questi cittadini che sono in Italia in maniera legittima e legale.

“Era prevedibile che succedesse questo – ha detto Ivan Sagnè, presidente dell’associazione Nocap ai nostri microfoni – di queste situazioni di estrema precarietà ce ne sono tante in tutta Italia e diversi sono stati i casi di questo tipo fa intendere; qui si tratta di costruire un sistema dove le persone, che vengono a lavorare su questo territorio, abbiano un minimo di diritto a partire dall’accoglienza.

Qualcosa, in tal senso, in altre zone d’Italia, si sta facendo, per esempio, nell’aria del foggiano, dove hanno messo su e inaugurato due settimane fa una foresteria che è stata messa disposizione dei braccianti agricoli immigrati.

Alta cosa fondamentale ha sottolineato Sagnè è l’applicazione, per questi lavoratori, dei contratti collettivi nazionali; i ragazzi devono essere pagati secondo le regole contrattuali perché solo con una paga dignitosa potranno affittare una casa e darsi una vita migliore.

In ogni caso, il peso dell’accoglienza non può essere scaricato tutto esclusivamente sulle imprese; devono contribuire anche le istituzioni.

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