Lecce, attivisti No Tap incatenati davanti al Tribunale

Attivisti No tap incatenati davanti al Tribunale di Lecce

Incatenati una cinquantina di attivisti del movimento No Tap che hanno manifestato davanti al Palazzo di Giustizia a Lecce per protestare contro quello loro definiscono “il doppio passo” che la Procura di Lecce avrebbe avuto nelle inchieste sui lavori per la realizzazione del terminale del gasdotto Tap a San Foca di Melendugno e i relativi tafferugli generati dalla lotta di opposizione del movimento all’infrastruttura. Un gruppo di manifestanti si è incatenato a terra in segno di protesta, mentre sulla cancellata che circonda il Tribunale sono stati affissi manifesti con frasi come “Dove sono le nostre denunce?” oppure “Difendere la terra non è un crimine”. “Siamo qui per chiedere giustizia ed equità sociale – afferma Gianluca Maggiore portavoce dei No Tap – Negli ultimi mesi, oltre 30 chiusure di indagini hanno visto indagati centinaia di cittadini No Tap, con diverse accuse. Indagini ad oggi chiuse per le quali i magistrati hanno svolto un lavoro perentorio, mentre contemporaneamente giacciono sotto cumuli di polvere indagini ben più importanti che vedono 16 indagati, tra cui i vertici di Tap Italia e i loro collaboratori”. “Una giustizia che giustizia non è – conclude Maggiore – forte con i deboli e debole con i forti”.

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