Taranto, condannato a 30 anni: uccise padre, sorella e cognato

E’ stato condannato a 30 anni di reclusione dal gup del Tribunale di Taranto, Raffaele Pesare, il 55enne che il 18 novembre del 2017 uccise con la pistola di ordinanza suo padre Damiano di 85 anni, sua sorella Nella di 50 e suo cognato Salvatore Bisci di 69, prima di tentare il suicidio sparandosi al mento. Il proiettile bucò il palato e uscì dalla parte sinistra del setto nasale, senza ledere organi vitali.

L’uomo era un appuntato dei carabinieri di Sava in servizio al Radiomobile di Manduria. Alla base della strage dei dissidi con il cognato sui proventi della raccolta di olive di un terreno di proprietà del padre che gestivano assieme.

Il sostituto procuratore Maria Grazia Anastasia aveva chiesto la condanna all’ergastolo per i reati commessi. Il giudice, invece, ha concesso all’imputato delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.

L’ex carabiniere è stato interdetto dai pubblici uffici e a pena scontata resterà in libertà vigilata per 3 anni. Il risarcimento danni alle parti civili sarà invece liquidato in separata sede. Il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza è previsto entro 90 giorni.

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