Brindisi, cinque arresti per turbativa di aste immobiliari

Si inserivano nelle aste giudiziarie del tribunale di Brindisi, per entrare in possesso di beni sequestrati alla criminalità.

Era questo il modus operandi di cinque uomini arrestati con l’accusa di turbativa d’asta ed estorsione. Il quinto uomo è stato sottoposto all’obbligo di firma, per gli stessi reati. Il gruppo disponeva di fondi comuni ai quali attingere per partecipare alle vendite. Inoltre, secondo le accuse, i cinque con la complicità di un titolare di un’agenzia immobiliare, oltre ad entrare in possesso dei bene attraverso prestanomi, estorcevano denaro a chi quel bene lo aveva perso, con la promessa di allontanare altri partecipanti all’asta e consentirgli di riacquisirlo.

L’inchiesta è nata in seguito alle numerose segnalazioni delle vittime che hanno denunciato le estorsioni, collaborando a delineare il quadro investigativo messo insieme dalla Squadra mobile di Brindisi. In carcere sono finiti Luigi Patisso e Diego Fimmanò, pluripregiudicato che vantava amicizie con elementi della criminalità organizzata brindisina. A volte, Fimmanò faceva partecipare alla vendita parenti, amici o complici.

Agli arresti domiciliari sono finiti Salvatore De Giorgi e Cosimo Giosa, già sottoposti ad analoga misura cautelare lo scorso anno quando furono bloccati in flagranza dai poliziotti della Squadra mobile mentre incassavano 900 euro da un debitore esecutato, come anticipo di 7 mila euro, per assicurargli che nessun altro partecipasse all’asta giudiziaria. Obbligo di firma invece per Pasquale Marangio, 59enne, anche lui indagato per estorsione aggravata e turbativa d’asta.

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