Caporalato: annullato sequestro beni imprenditori agricoli

 La sezione penale del Tribunale di Matera (presidente Gaetano Catalani, giudici Roberto Scillitani e Danilo Staffieri) ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip Angela Rosa Nettis lo scorso 11 giugno, nell’ambito di una inchiesta sul caporalato nel Metapontino, relativo ai beni degli imprenditori agricoli Paolo Valenza, Massimo Giordano, Antonio Giordano e Ciro Morrone.

La decisione, seguita allo scioglimento della riserva della camera di consiglio del 4 luglio scorso, ha disposto la restituzione dei beni agli aventi diritto. La motivazione al momento riservata. I difensori Riccardo Laviola per Valenza, Vincenzo Rago per Massimo e Antonio Giordano e Nicola Rocco e Fernando Izzo per Morrone, avevano presentato ricorso contestando motivazioni e procedure che avevano portato la Procura della Repubblica di Matera a procedere con il sequestro preventivo dei beni per un valore totale di circa sette milioni di euro.

La misura, eseguita dai Carabinieri, aveva portato al sequestro di diversi conti correnti, cinque aziende agricole, terreni, prefabbricati, mezzi e attrezzature. Agli imprenditori stata contestata l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori.

I sequestri preventivi facevano riferimento a un’inchiesta che nel gennaio scorso aveva portato a 12 arresti e altre due misure restrittive per lo sfruttamento di lavoratori stranieri (per gran parte romeni) impegnati nella raccolta di ortofrutta in aziende della fascia jonica metapontina.

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