Bari, Antonio Giancaspro dal carcere ai domiciliari: numerose le accuse a suo carico

Cosmo Antonio Giancaspro – Presidente Bari Calcio

Il Tribunale del Riesame di Bari ha disposto la scarcerazione di Cosmo Antonio Giancaspro, con concessione degli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trani in cui l’ex patron del Bari Calcio è accusato di essere il promotore di una associazione per delinquere finalizzata a riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta. In particolare Giancaspro, da dirigente occulto della Vigor Trani Calcio, avrebbe finanziato la società sportiva ottenendo in cambio dal Comune la gestione dello Stadio e la promessa di altri appalti. Giancaspro, in carcere dal 17 maggio, ora quindi è ai domiciliari. I giudici del Riesame hanno parzialmente accolto l’istanza dei difensori, ritenendo attenuate le esigenze cautelari. Per Giancaspro sono stati disposti i domiciliari anche per un’altra vicenda, quella relativa alla bancarotta fraudolenta della società Finpower e una presunta estorsione. Su questo secondo procedimento della magistratura barese è già in corso il processo. Il Tribunale ha inoltre disposto una perizia tecnico-contabile. Stando alle indagini coordinate dal pm Giuseppe Dentamaro, Giancaspro avrebbe dissipato beni aziendali per oltre 10 milioni di euro, in concorso con l’imprenditore campano Giovanni Ferrara, legale rappresentante della Finpower, anche lui imputato. L’altra accusa di estorsione riguarda il tentativo di bloccare un decreto ingiuntivo di un creditore della FC Bari 1908. Per farlo l’ex patron del Bari Calcio si sarebbe servito di Orlando Malanga, ex gestore di un bar su una spiaggia barese e ritenuto dagli inquirenti vicino a clan della città.

 

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