Raffica di furti di rame alla Italcementi e alle FSE: 8 arresti

Uno scontrino lasciato su uno dei luoghi dei furti di rame, l’elemento a dare la svolta alle indagini dei Carabinieri di Matera. E’ chiuso il caso Alta tensione, con otto misure restrittive, tra Castellaneta, Massafra e Palagiano. Sei le persone finite in carcere e due sono latitanti. Rubavano l’oro rosso per rivenderlo. Nella mira, l’Italcementi di Matera e le Ferrrovie Sud Est, danneggiate complessivamente per oltre un milione di euro. causati inoltre gravi disservizi alle ferrovie, tra Noci, Putignano, Alberobello, Crispiano e Martina Franca. Il gruppo, ben organizzato, ha messo a segno 16 furti in un anno, rubando 12mila metri di cavi, per un peso di 18mila kg ed un valore di mercato di 100mila euro.

A gestire il tutto, George Bujor, 30enne rumeno. Suoi concittadini gli altri: Marian Popa, 28 anni, braccio destro di Bujor, già arrestato il 13 marzo 2017 per possesso di rame, rubato alla ex Miroglio di Castellaneta; ancora, Silviu Dorin Lazorec, 30 anni; Cristi Marian Ciupala, 28 anni; Petre Paun, 48enne. Ed il massafrese Francesco Fiorente, 41 anni, con il ruolo di ricettatore, titolare di una attività sulla via Appia nel comune pugliese. Luogo dello smercio del rame recuperato. Agivano con un sistema collaudato, da professionisti del settore.

I colpi erano organizzati in tre fasi, spiega il Procuratore di Matera, Pietro Argentino: una fase preparatoria, durante la quale sceglievano il luogo del furto, acquistavano gli attrezzi e li nascondevano sul posto dopo accurato sopralluogo. Una seconda fase operativa, in cui tagliavano i cavi. Raggiungevano posti fuori mano con l’aiuto di un quad, col quale trasportavano i cavi fino a un furgoncino. Ed infine, la consegna a Fiorente e la suddivisione del derivato. Dovranno rispondere di associazione a delinquere, furto e ricettazione. Sono scattate subito dopo il primo furto le indagini, alla Italcementi, nel novembre del 2017. A coordinarle, con il Procuratore Argentino, il pm Maria Cristina De Tommasi. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Rosa Angela Nettis. Oltre alle prove lasciate sul posto, come lo scontrino che portato ai filmati delle telecamere dell’esercizio commerciale che lo ha emesso, anche le intercettazioni sono state schiaccianti. In rumeno, ma esplicite e dettagliate.

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