Policoro, sbarcati 55 migranti. Per loro sistemazione nel materano e nel potentino

Matera. Cinquantacinque migranti – secondo i primi accertamenti di nazionalità pakistana – sono approdati la notte scorsa sulla costa jonica lucana, fra Policoro e Scanzano Jonico (Matera), a bordo di una barca a vela battente bandiera turca. I migranti – 44 adulti e undici minorenni – sono attualmente ospitati nell’autoparco comunale di Policoro, dove sono in corso anche le procedure per la loro identificazione. Secondo quanto si è appreso, la barca è giunta a riva nel cuore della notte. Stamani, i migranti sono stati visitati da alcuni medici e sono in buone condizioni. L’imbarcazione che hanno usato è stata ormeggiata in un porto della zona. Avviate le indagini sulle modalità e altri aspetti del viaggio dei migranti. Intanto, si apprende che i migranti sono stati trasferiti in due centri di accoglienza diversi uno del potentino e l’altro del materano; 27 in provincia di Potenza e 15 in provincia di Matera mentre altri 13, minorenni, sono stati destinati a Campomaggiore Marconia Policoro.

(Ansa)

Nota di Pietro Simonetti del Centro studi e ricerche economiche e sociali (Cseres)

“Lo sbarco dei migranti pakistani nel Metapontino, in fuga da un Paese a libertà limitata e dove regna la guerra civile, non deve sorprendere. Le coste adriatiche e dello Ionio, prossime alle aree Turche e Greche, sono da tempo le nuove vie di mare, terra e cielo dei flussi di immigrazione dalle terre non africane. Da questo versante sono transitate nel 2018 in Italia oltre 70.000 persone, circa 700 in Basilicata. Che non risultano nei dati del Viminale semplicemente perché non censiti: visti turistici e tanto altro rilevati dalle organizzazioni umanitarie. Molta forza lavoro per l’agricoltura, il lavoro di cura, i servizi. Tutti sono concentrati sui gommoni in partenza dalla Libia (dove la ennesima guerra produce sfollati e gonfia i centri di detenzione) mentre le nuove vie sono state aperte. Nessuna legge può fermare la disperazione degli uomini e donne che fuggono. Nessuna frontiera può bloccare la fuga dalla paura e dalla miseria”.

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