Inchiesta Petrolio in Basilicata. Il Gip di Potenza: “dall’ Eni una sconcertante malafede”

Per il centro oli di Viggiano (Potenza) “è esistita una precisa strategia, attuata a livello locale, ma certamente condivisa dai vertici di Milano” dell’Eni, per “nascondere i gravi problemi e le conseguenze che la corrosione aveva provocato, con condotte caratterizzate da una sconcertante malafede e spregiudicatezza”.

E’ quanto scrive il gip di Potenza, Ida Iura, nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari per l’ex responsabile del Distretto meridionale dell’Eni, Enrico Trovato (oggi in servizio all’estero per la compagnia petrolifera), nell’ambito di un’inchiesta della Procura con 13 indagati, oltre all’Eni stessa, per i reati di disastro, disastro ambientale, abuso d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale.

I particolari delle indagini sono stati illustrati stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa. L’inchiesta è stata condotta dai pm Laura Triassi e Veronica Calcagno, e dai Carabineri del Noe, in riferimento alla fuoriuscita di petrolio che nel febbraio 2017 contaminò il “reticolo idrografico” della Val d’Agri, partita da almeno uno dei serbatoi del Centro Olio, a causa della corrosione che lo ha danneggiato.

Alla scoperta della fuoriuscita di greggio, ritrovato in un sistema fognario nei pressi del Cova, l’Eni realizzò un doppio fondo nel serbatoio, dichiarando la perdita di circa 400 tonnellate di petrolio ma, secondo il Procuratore di Potenza, Francesco Curcio, “riteniamo che i serbatoi danneggiati fossero quattro, con perdite dal 2009, quindi molto superiori a quelle stimate”.

Perdite che, per i pm, avrebbero portato a “una grave compromissione delle matrici ambientali, in particolare per l’acqua”: se non si fosse casualmente scoperta la perdita “grazie a un sistema fognario malfunzionante – ha aggiunto Curcio – la velocità di corrosione e della fuoriuscita avrebbero portato a conseguenze molto più gravi, ma per fortuna scongiurate, data la vicinanza della Diga del Pertusillo”.

Sono indagati anche i componenti del comitato tecnico regionale della Basilicata (che chiesero all’Eni maggiori controlli, senza però alcun esito dopo la richiesta) e la stessa compagnia petrolifera, “poiché i dirigenti – ha concluso il Procuratore – erano a conoscenza di questi eventi”.

Il procuratore di Potenza Francesco Curcio: “tesi dimostrano disastro ambientale”. “Gli esiti di quest’inchiesta dimostrano come in Val d’Agri vi sia stato un disastro ambientale che ha compromesso tutte le matrici, terra e acqua in particolare, conseguenza di una politica aziendale, legittimamente interessata alla produzione, ma che non ha avuto di mira la tutela dell’ambiente e del territorio come avrebbe dovuto essere secondo legge” – ha dichiarato il Procuratore Capo di Potenza, Francesco Curcio, a margine della conferenza stampa per dettagliare le misure e motivazioni a seguito dell’inchiesta sullo sversamento di greggio dal Centro Oli dell’ENI a Viggiano. “Ringrazio i colleghi del NOE – ha aggiunto – ma anche una persona che non c’è più, l’ingegnere Gianluca Griffa, il quale aveva individuato per tempo e senza essere ascoltato all’interno della sua azienda, le criticità che hanno portato al disastro ambientale, uno sversamento che si è verificato negli anni successivi almeno a partire dal 2010. Si è trattato di uno stillicidio di greggio, sul quale i dirigenti ENI indagati erano pienamente consapevoli. Probabilmente, interessi produttivi non hanno permesso un intervento che potesse sradicare quello che poi si è verificato.”

Ministro Costa: in val d’Agri bravi carabinieri del Noe e la procura. “Oggi è una giornata importante per la regione Basilicata e per la nostra attività di tutela dell’ambiente. Ancora una volta dimostriamo con i fatti che chi inquina non può restare e non resterà impunito. I miei complimenti quindi ai carabinieri del Noe e alla Procura della Repubblica di Potenza per le indagini che hanno portato all’accertamento dei responsabili della fuoriuscita di petrolio che, nel febbraio 2017, contaminò gravemente il reticolo idrografico della Val D’Agri. Questo è solo l’inizio di un’offensiva mirata contro chi inquina la Basilicata, e più in generale il nostro territorio. L’ambiente è di tutti e non faremo sconti a nessuno”.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa commenta in un comunicato l’esito delle indagini della Procura di Potenza grazie alle quali i Carabinieri del Noe, funzionalmente dipendenti dal Mattm, hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un dirigente dell’Eni spa, all’epoca dei fatti responsabile del C.O.V.A. di Viggiano.

 

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