Bulgaro ridotto in schiavitù: arrestato connazionale a Palagiano in provincia di Taranto

Avrebbe ridotto in schiavitù un connazionale, sfruttandolo come baby sitter e per lavori in campagna senza pagarlo, facendolo dormire su un divano infestato da pidocchi o sul pavimento, umiliandolo e procurandogli anche ferite alla schiena e sui fianchi con una forbice usata per tagliare l’uva: per questo è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto un cittadino bulgaro di 34 anni residente a Palagiano. L’uomo, oltre che dei reati di riduzione in schiavitù e lesioni personali, risponde anche di maltrattamenti in famiglia in danno della moglie e dei figli. La vittima, che non parla l’italiano ed è stata ascoltata con l’ausilio di un interprete, ha riferito che la moglie dell’arrestato, spesso presente agli atti di violenza nei suoi confronti, nel tentativo di difenderlo, è stata picchiata anche di fronte ai figli. In un’occasione per sfogare il suo nervosismo e la sua rabbia, il 34enne avrebbe sbattuto per terra la testa della figlia di due anni, afferrandola – secondo la versione del bulgaro – per le caviglie e rivoltandola a testa in giù. L’indagine è stata avviata in seguito alla segnalazione pervenuta dalla polizia bulgara circa la scomparsa di un loro connazionale denunciata dalla madre. In particolare, l’arrestato avrebbe ridotto e mantenuto la vittima – privata dei documenti identificativi e del cellulare – in uno stato di soggezione continuativa, approfittando della sua condizione di vulnerabilità ed inferiorità fisica e psichica.

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