La Procura ha chiesto la proroga di 6 mesi delle indagini che coinvolgono il presidente Emiliano

“Perdonatemi ma vorrei evitare di fare dichiarazioni. Potete facilmente capirlo. Vi chiedo scusa per questo”. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si chiude nel silenzio, dopo l’avvio delle indagini che lo vedono coinvolto. Indagini per le quali è stata notificata dalle fiamme gialle una prporoga di sei mesi, su disposizione della magistratura barese. Il governatore pugliese è indagato per abuso d’ufficio, concorso induzione indebita a dare o promettere utilità e reati tributari con riferimento al finanziamento di parte della sua campagna elettorale per le primarie del Pd del 2017. Gli accertamenti della Guardia di Finanza di Bari, disposti dalla Procura, riguardano eventuali procedimenti amministrativi svolti e in corso di svolgimento e l’eventuale emissione da parte di uffici della Regione Puglia di provvedimenti relativi alla società di ristorazione Ladisa Spa. Questo è uno dei particolari emersi dall’indagine che ha portato i finanzieri baresi negli uffici della Presidenza della Regione e in quelli dell’azienda di ristorazione. Nel provvedimento, a firma del gip Antonella Cafagna, sono elencati i nomi dei cinque indagati e i reati ipotizzati nei loro confronti. Oltre al presidente Emiliano, sono indagati il suo capo di gabinetto, Claudio Michele Stefanazzi, nei cui confronti si ipotizza il concorso nell’induzione indebita e gli imprenditori Giacomo Pietro Paolo Mescia, Vito Ladisa e Pietro Dotti. A quest’ultimo, è contestato il solo reato di false fatture, risalente al periodo giugno-ottobre 2017. La vicenda riguarda due fatture da 24 mila e 59 mila euro pagate da Margherita e Ladisa alla società Eggers di Torino che aveva curato parte della campagna elettorale di Emiliano e che vantava nei suoi confronti un credito complessivo di 65 mila euro. L’ipotesi accusatoria è che il governatore pugliese in concorso con il suo capo di gabinetto avrebbero indotto le due società pugliesi, “entrambe in rapporti con la Regione Puglia per finanziamenti, contributi e concessione di servizi” si legge nell’imputazione, a pagare quel debito.

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