Inchiesta appalti Ataf a Foggia: respinte le richieste di arresto

Le accuse e la conseguente richiesta di arresto sono state nuovamente respinte dal Tribunale della Libertà di Bari, nei confronti degli otto indagati, tra cui ex presidente ed ex manager dell’Ataf, l’azienda di trasporto pubblico urbano di Foggia, e imprenditori foggiani accusati a vario titolo di turbativa d’asta e di induzione indebita a dare o promettere utilità. Il Tribunale ha quindi confermato la decisione del Gip di Foggia; i giudici, infatti, hanno ritenuto che non si tratti del reato di “Induzione indebita a dare o promettere utilità ” ma di corruzione, pertanto hanno disposto divieto di dimora. La misura resta sospesa perché la difesa farà ricorso in Cassazione. Appello accolto parzialmente per un solo indagato Massimino di Donna, suocero del sindaco Franco Landella, quest’ultimo estraneo all’indagine, accusato di aver pranzato gratis nel ristorante di un imprenditore foggiano per favorirlo nel servizio di manutenzione degli impianti antincendio. Anche l’ex presidente dell’Ataf Raffaele Ferrandino è accusato dello stesso reato di Di Donna, ma anche per lui è stata rigettata la richiesta di misura cautelare poiché, essendosi dimesso un anno fa dall’incarico di presidente, non c’è più pericolo di recidiva. Gli indagati, lo ricordiamo, sono coinvolti nell’inchiesta sugli appalti relativi alla stipula dell’assicurazione RC Auto per la flotta aziendale; l’acquisto di dieci autobus e l’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti antincendio in tre parcheggi cittadini gestite dall’azienda foggiana.

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