Efe Murat, da martedì al via le operazioni di recupero

Dieci giorni per liberare la nave da 300 metri cubi di sedimenti. Decaro: “Soddisfatto per la collaborazione tra istituzioni”

Dovrebbero cominciare martedì prossimo le operazioni di spostamento dei circa 300 metri cubi di sedimenti che bloccano il mercantile turco Efe Murat, che si è arenato sulla barriera frangiflutti della spiaggia barese ‘Pane e Pomodoro’ la notte del 23 febbraio in seguito a una mareggiata. Le operazioni, condizioni meteo permettendo, dovrebbero partire martedì o mercoledì della prossima settimana e dovrebbero protrarsi per circa quattro giorni. Sul posto opereranno un escavatore e un motopontone. Una volta che la nave sarà messa nelle condizioni di muoversi, sarà rimorchiata e poi ormeggiata in porto o in una rada. Il piano per procedere allo spostamento della nave è stato approvato nel corso della conferenza di servizi che si è tenuta nel pomeriggio in Capitaneria di porto: i tecnici olandesi, per conto dell’armatore turco, hanno presentato un piano di recupero che prevede innanzitutto lo spostamento di alcuni liquidi a bordo del mercantile per favorire il pescaggio di poppa. Successivamente si interverrà sui sedimenti, smuovendo il fondale per spostarli e, solo se sarà necessario, si arriverà a scavare. La rimozione riguarderà la sabbia, il pietrisco e qualche scoglio, che bloccano la nave sul lato sinistro, su una pari a circa 200 metri quadri. Alla fine delle operazioni, saranno quindi spostati circa 300 metri cubi di sedimenti che verranno riposizionati appena possibile. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha espresso “soddisfazione per la straordinaria collaborazione che ha consentito di chiudere in una sola seduta la conferenza di servizi sotto la regia della Capitaneria di porto”, durante la quale “è stato esaminato il piano di recupero della nave Efe Murat incagliata nei frangiflutti a largo della spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro dallo scorso 23 febbraio”. “Il piano prevede – sottolinea il sindaco – un intervento rapido che, tempo permettendo, potrebbe cominciare anche la prossima settimana e non dovrebbe durare più di dieci giorni”. “Sono state impartite dalle autorità ambientali – conclude – tutte le prescrizioni necessarie a preservare quanto più possibile la parte di fondale interessate ai lavori”.

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